mercoledì 23 gennaio 2019

Il regista del video Isis su Bruxelles scarcerato dall’Italia nel 2012

Il libico Moez Fezzani, regista del video di Isis su Bruxelles, detenuto a Milano, fu scarcerato dall’Italia nel 2012 e poi espulso. Per l’intelligence Usa ora si trova in Libia a capo dei corpi scelti di Isis e della divisione media Al Battar. Fezzani era stato consegnato alle autorità italiane nel dicembre 2009, dagli Stati Uniti. Fezzani, noto come Abu Nassim, era stato detenuto a Guantanámo dopo essere stato fatto prigioniero in Afghanistan.

Al Battar è una brigata jihadista formata da un gruppo di libici tornati dall’Afghanistan alla fine degli anni ’90. Durante le primavere arabe questi personaggi si spostano nei paesi investiti dalle rivolte: Tunisia, Libia, ma soprattutto Siria, dove tre anni fa giurano fedeltà ad Al Baghdadi. Nel corso del tempo gli uomini di questo battaglione acquisiscono importanza, diventano sempre più numerosi. Almeno 300, dichiara Marco Arnaboldi, collaboratore dell’Ispi ed esperto di terrorismo a Marta Serafini, del Corriere della Sera.

Al Battar diventa la divisione dei corpi speciali del Califfato affiancata da un gruppo di martiri. Due anni fa il Califfo invia un gruppo di loro a Derna, in Libia, per sondare il terreno. In avanscoperta per scoprire quali sono le zone in cui è più facile infiltrarsi, prendono contatti, si inseriscono nelle lotte locali. Ed è qui che secondo i servizi segreti americani -riporta il sito Investigative project- entra in scena Moez Fezzani. Fezzani, libico, 47 anni, arriva a Milano all’età di 20 anni, dove vive e lavora per anni.

Secondo il pm Elio Remondini, allora incaricato del caso, Fezzani, avrebbe fatto parte, tra il ‘97 e il 2001, di una ‘cellula’ legata al «Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento» con base anche a Milano, che reclutava martiri da inviare nei Paesi in guerra. Fezzani era stato consegnato alle autorità italiane nel dicembre 2009, in base a un accordo Italia-Usa. Fezzani, noto anche come Abu Nassim, ha raccontato ai magistrati italiani di essere stato detenuto a Guantanámo dopo essere stato fatto prigioniero in Afghanistan.

Nei verbali aveva spiegato di essere stato torturato a Kabul da «agenti americani, credo della Cia». Una prima condanna a 12 anni, poi l’assoluzione delle Corte d’Assise. A questo punto il Ministero dell’Interno, nonostante Fezzani sia un uomo libero, ne ordina l’espulsione perché considerato soggetto pericoloso. Durante il tragitto verso Malpensa, riesce a fuggire alla polizia lanciandosi dall’auto. Ritrovato a Varese, a casa di un amico, viene imbarcato di forza su un volo per la Tunisia e minaccia: «Sentirete di nuovo parlare di me».

Infatti. Secondo gli americani, Fezzani nel 2013 va Siria sotto la bandiera di Jabhat al Nusra. Poi passa con Isis. Infine arriva in Libia, a Sabratha come uno dei leader di Al-Battar. Non solo. Fezzani viene indicato come produttore del video di rivendicazione degli attentati di Bruxelles. Un filmato di nove minuti, in cui compaiono alcuni jihadisti belgi in Siria e in cui viene mostrato anche il miliardario americano Trump. Il logo sul video è Al Battar media. Stesso nome del battaglione di corpi speciali di cui Fezzani fa parte ed è capo.

Secondo l’Ispi, il Califfato starebbe appaltando a dei centri media ‘indipendenti’ la sua propaganda. Tra questi, Amaq news, finta agenzia di news espressione del Califfato, che per prima ha attribuito gli attentati di Bruxelles a Isis. Fingere una narrazione terza anche se si tratta sempre di contenuti IS. Dabiq, la rivista ufficiale, viene sostituita da al Nabaa. Come il video di Bruxelles. Che porta la firma del terrorista che in Italia ha vissuto ed è stato in carcere. Ora si trova in Libia a capo dei corpi scelti Isis e della divisione media Al Battar.

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