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domenica 15 Settembre 2019

Per il Marò Girone attesa, speranze, timori

Tra oggi e domani il Tribunale arbitrale internazionale dell’Aja deciderà sulla richiesta di rientro in Italia di Salvatore Girone in attesa della decisione finale su chi abbia diritto di giudicare, tra Italia e India, sull’incidente di 4 anni fa, in cui morirono 2 pescatori indiani. La conclusione dell’arbitrato è prevista nel 2018. Segnali positivi per fortuna anche dal vertice India-Ue di Bruxelles.

Arbitrato sulla storia infinita dei due Marò accusati dall’India senza però alcun capo d’accusa a 4 anni dai fatti. Sparge ottimismo l’ambasciatore Azzarello, rappresentante del governo italiano al Tribunale arbitrale internazionale dell’Aja alla vigilia dell’udienza sulla richiesta di far rientrare in Italia Girone. Altrimenti sarebbero altri due infiniti anni di attesa per la sentenza definitiva prevista nel 2018. “L’Italia è convinta che vi siano i presupposti, sia giuridici che umanitari, affinché il Tribunale arbitrale possa considerare positivamente la possibilità di far rientrare il Fuciliere di Marina Salvatore Girone, in attesa della decisione dello stesso Tribunale sulla giurisdizione del caso”.

Marò India

Il caso ben noto dei due marò italiani accusati dall’India di aver sparato nel febbraio del 2012 -più di 4 anni fa- contro due pescatori del Kerala scambiati per pirati durante il servizio di vigilanza armata antipirateria a bordo della petroliera italiana “Enrica Lexie”. Il fuciliere è attualmente trattenuto in India, in libertà vigilata nell’ambasciata d’Italia. Per decisione della Corte Suprema indiana, l’altro fuciliere Massimiliano Latorre, già in Italia per recuperare dall’ictus che lo ha colpito nell’agosto del 2015, vi resterà almeno fino al termine della procedura di arbitrato.

L’udienza di stamane. Considerato che il procedimento arbitrale sul caso marò “potrebbe durare almeno tre o quattro anni”, Salvatore Girone rischia di rimanere “detenuto a Delhi, senza alcun capo d’accusa per un totale di sette-otto anni”, determinando una “grave violazione dei suoi diritti umani”. Per questo il Fuciliere “deve essere autorizzato a tornare a casa fino alla decisione finale” dell’arbitrato. Così l’ambasciatore Francesco Azzarello, agente del governo italiano, nell’udienza al Tribunale arbitrale che si è aperta stamani all’Aja.

Le replica indiana. La richiesta italiana di far rientrare Salvatore Girone in patria è “inammissibile”. E’ quanto si legge nelle Osservazioni scritte dell’India, depositate al Tribunale arbitrale il 26 febbraio scorso e rese pubbliche oggi in occasione dell’udienza sul marò all’Aja. “C’è il rischio che Girone non ritorni in India nel caso venisse riconosciuta a Delhi la giurisdizione sul caso”, prosegue il documento. “Sarebbero necessarie assicurazioni in tal senso” dall’Italia, che finora sono state “insufficienti”.

Segnali positivi per fortuna da Bruxelles. La questione dei marò italiani, indicano alti funzionari del Consiglio Ue, è “naturalmente sul tavolo” anche del vertice Ue-India di oggi nella capitale belga. La vicenda dei marò è stata “la più complessa nella preparazione del vertice, con la Ue che condivide le preoccupazioni dell’Italia”, indicano le fonti, specificando che il tema sarà l’argomento del bilaterale che il premier indiano Narendra Modi terrà con il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, e il presidente della Commissione, Jean Claude Juncker.

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