• 24 Febbraio 2020

Per Cameron l’amore 5 stelle: minaccia Brexit

La battuta più sorprendente è di Luigi Di Maio, il n.2 M5S dopo Casaleggio. Ha detto che il miglior statista in Europa è David Cameron. Chissà, forse è così, ma il Bastian suggerisce di ricordare a Di Maio l’imminente referendum sulla possibile uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. Londra non è Bruxelles, ma proprio a Londra ci sono le più importanti banche europee e molte altre Spa europee che risparmiano sulle tasse (che dovrebbero versare in Germania, Francia, Italia ecc.) proprio perché a Londra i tassi sono più favorevoli.
Un confronto tra lira sterlina ed euro è improponibile: forse Di Maio non lo sa o finge di non saperlo, e forse ha dimenticato la scelta decisa da Beppe Grillo, alle ultime elezioni europee, di alleare il M5S con le formazioni più di destra in Europa, anche se largamente minoritarie. Qualcuno lo ricordi a Di Maio, suggerisce il Bastian.
Lo stesso Di Maio (vicepresidente della Camera) poi scivola sui fondi antimafia, dicendo che sono bloccati da 5 mesi. Colpa del governo, per Di Maio, che evidentemente non sa che il problema (legato ad alcuni dubbi interpretativi della legge) non riguarda le vittime ma le associazioni, perché ci sono azioni costituitesi parte civile che hanno presentato un numero di domande di accesso al Fondo di rotazione superiore a quello delle stesse vittime di mafia. Di Maio forse non lo sapeva….. o lo sapeva e comunque era meno importante pur di aprire un’altra polemica con governo e Pd.

Guardando all’Europa di oggi c’è un dato difficilmente contestabile: quelli che erano, dalla fine della seconda guerra mondiale, arcigni Stati comunisti, strettamente legati a Mosca, oggi sono i paesi che hanno perso (se mai l’hanno avuto) il senso della “solidarietà rossa”. Gruppi dirigenti strettamente legati a Mosca per decenni ma che oggi sono la rappresentazione autentica della destra europea. Quanto avviene alle frontiere, con l’afflusso degli immigrati che scappano dai massacri nel Medio Oriente, è purtroppo esemplare di come una classe dirigente cresciuta sotto l’ombrello (e i carri armati) di Mosca ha cambiato letteralmente faccia. Polonia, Cecoslovacchia, Ungheria, Romania, Bulgaria, Ucraina, Belarus (la Bielorussia) erano “di sinistra” perché alleati dipendenti dall’URSS, oggi sono la destra d’Europa, hanno eretto barriere e filo spinato per bloccare gli immigrati fuggiti dalla Siria e da altri fronti di guerra. La Turchia (lo Stato più esteso di quell’area) li ha fatti passare, e la Grecia è diventata uno “scarico” per migliaia di emigranti, molti dei quali finiranno in Albania e, di lì, in Italia, e si aggiungeranno a quelli che arrivano dalla Libia.

Marano è un comune che confina con Napoli, ma molti suoi uffici sono “ospitati” nel territorio comunale di Napoli, e lo stesso vale per uno stadio (per calcio e atletica) che inizialmente era un frutteto. Non solo: in territorio napoletano per un immobile del Comune di Marano non è mai stato pagato un euro di affitto. E ora Napoli presenta il suo credito nei confronti di Marano: un milione di euro per di affitti mai pagati in vent’anni, ma a Palazzo San Giacomo (sede del Comune di Napoli) non se ne erano accorti. Qualcosa di analogo, a proposito di Napoli, vale per la bonifica e il rilancio dell’area ex Italsider di Bagnoli: il governo italiano ha deciso che andava finalmente realizzato, il sindaco de Magistris si è opposto, ma il Tar ha dato ragione al governo. E il sindaco ha fatto ricorso al Consiglio di Stato. Per il Bastian una facile previsione: di ricorso in ricorso passeranno anni, e a Bagnoli resterà tutto com’è ora. Una schifezza.

Daniele Protti

Daniele Protti

Daniele Protti, è giornalista di lungo corso e di nobile mestiere: direttore de Il Quotidiano dei Lavoratori, poi a Il Globo, Il Messaggero, a L’Europeo (direttore del settimanale del 1995, della rivista dal 2000 al 2013). Ora rema contro assieme e noi.

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