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giovedì 19 Settembre 2019

Flotta Ue antiscafisti, solo soccorso in mare a nave armata

Operazione Sophia/Eunavfor Med a quasi 8 mesi dal suo inizio, dal 27 luglio 2015. Bilancio della vigilanza armata nelle acque internazionali davanti alla Libia: «Ha salvato oltre diecimila vite, distrutto 84 barconi, arrestato 53 trafficanti». Impiegate fregate lanciamissili e persino una portaerei per fare quello che già faceva l’operazione Mare Nostrum che era però dichiaratamente una missione di soccorso umanitario.

Quasi otto mesi dall’avvio dell’Operazione Sophia/Eunavfor Med e l’ammiraglio Credendino, da bordo della portaerei Cavour ha fatto il punto sull’attività della flotta europea che dal 27 luglio pattuglia le acque internazionali davanti alla Libia a caccia di scafisti, così ci fu detto allora. Ed Eunavfor Med, forse non ha stroncato i nuovi pirati (distrutti 84 barconi, arrestato 53 trafficanti), ma per fortuna “ha salvato oltre diecimila vite, e -aggiunge l’ammiraglio- fa soprattutto deterrenza nella rotta sud delle migrazioni dove ha tolto spazio di manovra a trafficanti e scafisti.

Un bilancio forse un po’ ottimistico, riconosce lo stesso Giannandrea Gaiani su Analisi Difesa. Testata benevola per sua natura con le missioni militari. «Una missione nata per contrastare i trafficanti di esseri umani che si è ridotta a impiegare fregate lanciamissili e persino una portaerei (la Cavour utilizzata come nave comando) per fare quello che già faceva l’operazione Mare Nostrum che era però dichiaratamente una missione di soccorso umanitario». O quello che fa Mare Sicuro, per proteggerci dalle minacce dalla Libia e di fatto limitata al soccorso in mare.

L’ammiraglio Credendino sostiene che Sophia/Eunavfor Med abbia tolto spazio di manovra a trafficanti e scafisti ma i flussi dalla Libia sono in aumento, e ora, il blocco della rotta balcanica.
L’ammiraglio sostiene che per salvare più vite e combattere più efficacemente il business dei trafficanti sarebbe necessario che Sophia/Eunavfor Med fosse invitata da un governo di unità nazionale e ci fosse una risoluzione dell’Onu per passare alla Fase 2B, che permetterebbe di operare nelle acque territoriali libiche.

Gergo militare di fasi immaginate ma che molto difficilmente si avvereranno. In attesa della Fase 3, quella del combattere sul campo i trafficanti “assieme alle forze libiche sulla costa”. Tra speranze e illusioni visto che il governo di unità nazionale libico a targa Onu, di effimera esistenza, di fatto non controlla un solo metro quadro di territorio. Va detto che gli affari dei trafficanti pare finanzino anche il governo islamista di Tripoli e molte tribù. Finora nessuna delle milizie che controllano i territori ha mai contrastato le bande di trafficanti.

Dettaglio tecnico sui gommoni made in China che pare raggiungano la Libia dalla Turchia. Ankara collusa anche nei traffici dalle coste libiche? La Turchia assieme al Qatar è sostenitore politico e non solo del governo islamista di Tripoli guidato dai Fratelli Musulmani che dovrebbe controllare le coste della Tripolitania e fermare i trafficanti. Nel 2015 l’82 per cento degli immigrati illegali sono giunti in Europa lungo la rotta balcanica dalla Turchia, ma nei primi due mesi dell’anno sono sbarcati in Italia 9.307 immigrati clandestini.

Nel 2014 sono sbarcati in Italia 170 mila migranti, 155 mila l’anno scorso. Nonostante le missioni Eunavfor Med, Mare Sicuro e Triton quest’anno gli sbarchi in Italia potrebbero battere ogni record. In un rapporto presentato a Bruxelles Federica Mogherini ne prevede oltre 400 mila.

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