martedì 20 Agosto 2019

La guerra più breve della storia: 38 minuti e Zanzibar fu inglese

Contrariamente a quanto si crede il Blitzkrieg, la guerra-lampo che risolve un conflitto con un colpo rapido, deciso e ben assestato, non fu un’invenzione tedesca, ma inglese. Accadde il 27 agosto 1896, 120 anni orsono, a Zanzibar, dove si combatté la guerra più breve di tutti i tempi: in trentotto minuti la marina di sua maestà britannica riportò l’ordine sull’isola dove un colpo di stato favorito dalla Germania aveva spodestato il sultano.

Dopo esser stata abitata da stirpi arabe fin dal X secolo e posseduta dal sultanato di Oman, retto all’epoca dall’imam di Masqat, l’isola di Zanzibar era passata nel 1837 sotto il dominio di Sayyer Said, ultimo governatore omanita che si era autoproclamato sovrano. La posizione strategica dell’isola al largo nell’Oceano Indiano davanti alla costa dei Somali era notevole e costituiva il valore principale dei 1600 chilometri quadrati poco abitati e circondati dall’acqua. Negli anni delle imprese coloniali questo valore aumentò, soprattutto quando nella contesa tra le grandi potenze si affacciò un altro impero europeo. Germania e Inghilterra cominciarono a fronteggiarsi direttamente in quanto i tedeschi si stavano insediando in Tanzania e Uganda e gli inglesi in Kenia.

I palazzi del sultano dopo il bombardamento inglese
I palazzi del sultano dopo il bombardamento inglese

Nel 1885 fu concluso un trattato tra i notabili dell’isola e l’impero germanico e ad esso seguì un accordo commerciale tra il sultano e Berlino. Il passo successivo era il protettorato tedesco sull’isola, ma questo per la Gran Bretgna risultava inaccettabile. Fu interpellato direttamente Bismarck – che in generale non era favorevole alle imprese coloniali – e si trovò una soluzione diplomatica: in cambio dell’isola di Zanzibar e dei relativi diritti di sfruttamento, la Gran Bretagna avrebbe restituito alla Germania la piena sovranità sull’isola di Helgoland, ancora occupata dagli inglesi dal lontano 1807 e cioè dalle guerre napoleoniche. Tra pochi chilometri quadrati di sabbia nel mare del Nord, davanti però alla costa e da sempre suolo tedesco, e una lontana posizione strategica nell’oceano Indiano, Bismarck non ebbe dubbi.

zANZIBAR,N IL SULTANO

Gli avvenimenti precipitarono quando il 25 agosto 1896 il sultano dell’isola Sayyed Hamed Ben Thuwain all’improvviso morì e si accese una disputa per la successione al trono tra due pretendenti: Sayyid Kahid ibn Bargash, ventiduenne nipote dello scomparso, favorevole alla Germania, che attuò un colpo di stato per escludere dalla successione lo zio Hamed ibn Thuwain, figlio minore del sultano, ancora in giovane età. Il console britannico prese immediatamente le parti dell’altro pretendente e si rivolse a Londra. La risposta fu immediata: Lord Salisbury ordinò al console di intervenire «all necessary means» assicurando il sostegno del governo ad ogni iniziativa. In pratica fu ‘carta bianca’ per la guerra.

A risolvere la disputa fu una flotta inglese che già dal 26 stazionava davanti all’isola: agli ordini del contrammiraglio sir Harry Rawson c’erano tre incrociatori e due cannoniere che imbarcavano anche 200 fanti di marina e un migliaio di truppe ausiliare. Dopo un secco ultimatum, di fronte al quale il sultano cercò di temporeggiare, alle 08.58 la squadra inglese aprì il fuoco. L’esito era scontato e in meno di quaranta minuti la situazione fu risolta in favore degli inglesi. Dopo due giorni di regno, il sultano trovò rifugio nel consolato tedesco e da qui, con una nave della marina imperiale, riparò in esilio in una colonia tedesca dove morì nel 1927. Le perdite tra soldati e civili del piccolo regno furono di circa cinquecento persone, mentre gli inglesi ebbero un solo ferito. Zanzibar rimase colonia inglese fino al 1963.

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