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martedì 15 Ottobre 2019

I princìpi morali condivisi e le applicazioni che convengono

I principi morali in genere sono condivisi ma non si applicano mai con regole altrettanto condivise. Ed ecco perché i principi morali si applicano a geometria variabile. Alcuni esempi da Massimo Nava, dalla visita di Obama a Cuba, alle onerose e contestate sanzioni Usa ed europee alla Russia. Ultimo, la Turchia pagata per fare lo ‘sbirro cattivo’ nei confronti dei migranti in fuga dalle guerre. Nella foto l’attentato kamikaze sulla centralissima Istiklal a Istanbul con 5 morti e 36 feriti

I principi morali non si applicano secondo regole condivise. Condivisi, a parole, sono appunto i principi. Quasi mai la loro applicazione, che é appunto a geometria variabile.

Tutti salutano con entusiasmo il viaggio di Obama a Cuba e la fine di mezzo secolo di sanzioni, incomprensioni e giochi sporchi.

Ad opporsi é rimasto ormai soltanto la comunitá di fuoriusciti della Florida che, naturalmente, ha continuato a fare affari con Cuba. Se ciò é possibile nei Caraibi, perché non dovrebbe esserlo dall’altra parte dell’Atlantico?

Ad esempio, nei confronti della Russia, patner strategico ormai indispensabile alla stabilitá e anche all’economia dell’Europa, unico attore veramente credibile nello scacchiere siriano, eppure sottoposto a embargo e ostracismo.

Ad esempio, nei confronti dell’Iran, nonostante l’accordo sul nucleare, la fine annunciata (ma non ancora implementata) delle sanzioni.

Anche l’Iran é un patner indispensabile dell’Europa e non certo meno affidabile o meno rispettabile ad esempio dell’Arabia Saudita, Paese notoriamente campione di diritti umani e democrazia.

In veritá, qualche cosa comincia a muoversi nei confronti della Turchia, sia pure con tutte le riserve del caso in materia dei diritti umani, di repressione delle minoranze e di libertá si stampa. Lo stiamo facendo con una buona dose di cinismo, sull’onda dell’emergenza migranti.

In pratica, in cambio di un pacco di miliardi e chiudendo entrambi gli occhi sugli standard di democrazia, non avendo né capacitá né volontá morale di risolvere il problema con le nostre forze.

Giusto o sbagliato che sia, la strada del realismo può contribuire la somma disperante di impasse e di ostacoli che l’Europa ha di fronte. Possiamo continuare a indignarci, ma se altri continuano a farlo a senso unico non andremo lontano. Tanto vale prendere la Turchia per come é, e non per come potrebbe essere. O meglio, per come poteva essere anni fa con un po’ piú di lungimiranza e sano pragmatismo.

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