sabato 20 luglio 2019

I curdi autonomi verso la federazione di Siria

I curdi siriani hanno annunciato la costituzione di una regione federale nelle zone sotto il loro controllo nel Nord del Paese, la Rojava. Contrari sia il governo di Damasco sia le altre opposizioni. Ma il controllo del territorio sembra portare verso una soluzione federale per la Siria.

I curdi siriani hanno annunciato la costituzione di una regione federale nelle zone sotto il loro controllo nel Nord del Paese. Contrari sia il governo di Damasco sia l’opposizione. Ma il controllo del territorio dopo 5 anni di guerra sembra portare verso una soluzione federale per la Siria. Una decisione che non poteva che irritare la Turchia che aveva imposto l’esclusione della componente curda siriana dai colloqui di pace a Ginevra. Washington, sostenitore dei combattenti curdi nella guerra contro i jihadisti dello Stato islamico, avverte che non avrebbe riconosciuto nessuna regione curda auto-governata nella Siria, ma sembra una mossa diplomatica in attesa di tempi migliori.

Più di 150 delegati in rappresentanza di curdi, arabi, assiri e altre parti hanno concordato di creare un “sistema federale” nel territorio controllato dai curdi in diverse province siriane. “Abbiamo dato la nostra benedizione per l’istituzione di un sistema federale al Rojava, come viene chiamato dai curdi il Kurdistan siriano composto da tre cantoni abitati da una maggioranza curda nel Nord della Siria. Sihanuk Dibo, consigliere politico dell’Unione democratica, il Pyd, ha detto che i delegati alla conferenza hanno “approvato” il piano. L’annuncio è arrivato il secondo giorno della riunione tenuta a Remeilan, una città al confine con l’Iraq nel Nord-Est della provincia siriana di Hasaka.

I partiti curdi già gestiscono un sistema di tre amministrazioni autonome nel Nord della Siria, con forze di polizia indipendenti, scuole e amministrazioni comunali. I tre cantoni si estendono lungo il confine settentrionale della Siria con la Turchia e sono conosciuti come Afrin e Kobane, a Nord-Ovest e Nord-Est della provincia di Aleppo e Jazire nella provincia di Hasaka. L’Unità di Protezione del Popolo, Ypg, la forze curda più efficace in combattimento, è stata l’artefice della prima vittoria contro i jihadisti dello Stato islamico cacciandoli dalle fasce di territorio in quelle zone. La Turchia considera Ypg la filiale siriana del Pkk, partito e formazione di guerriglia fuori legge per Ankara.

Ma la trasformazione della Siria in un sistema federale -la sua spartizione tra il governo di Assad, i ribelli e i curdi- sembra l’opzione più realistica per mettere fine al conflitto. Con Isis e al Nusra
esclusi dalla tregua e dai negoziati di Ginevra, resta da decidere sull’enorme porzione di territorio che le due formazioni jihadiste ancora controllano in Siria. Territori da conquistare sul campo. I gruppi jihadisti, risparmiati per la guerra interna tra le altre parti in conflitto, ora sono nel mirino di tutti. Mentre i curdi sembrano aver rinunciato a riunire l’enclave di Afrin con il resto del Rojava e stanno avanzando a sud verso Raqqa per il controllo di quasi tutta la Siria a est dell’Eufrate.

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