domenica 21 luglio 2019

Libia e il governo unitario fantasma. Illusioni o frottole?

Il primo ministro del governo riconosciuto-inventato dalla comunità internazionale nel mirino degli esecutivi rivali di Tripoli e di Tobruk. Il premier di Tripoli minaccia il premier Al-Serraj: se viene qui lo arrestiamo

Qualcuno l’ha raccontata troppo facile, o per forzare le resistenze interne libiche, o perché si illudeva, o perché voleva raccontare frottole al mondo sperando che nel frattempo diventassero realtà. Di fatto, il primo ministro del governo di Tripoli, uno dei tre che esistono in Libia, ha minacciato di far arrestare Fayez Al Serraj, premier dell’unico esecutivo riconosciuto dalla comunità internazionale, quello di unità nazionale, se mai provasse ad presentarsi nella capitale libica.

Comprensibile che nessuno abbia voglia di cedere il suo potere politico-affaristico nella Libia frantumata per bande. Khalifa al-Ghwell, premier di Tripoli, non ha intenzione di cedere i suoi poteri ad Al-Serraj, premier con targa Onu, perché non ha l’appoggio del parlamento di Tripoli, il General National Congress, nato dalle prime elezioni libere della Libia, nel 2012, ma sconfessato a livello internazionale. Il parlamento dominato dai Fratelli Musulmani, per intenderci.

Eppure domenica a Tunisi Al-Serraj -il premier in attesa di Paese e città capitale- aveva ricevuto il via libera a prendere i poteri in base agli accordi siglati in Marocco a dicembre. Ue e Usa avevano invitato gli altri due governi, quello di Tripoli e quello di Tobruk, a cedere i poteri all’esecutivo di unità nazionale. Una partita tutta giocata fuori dalla Libia, potete vedere, dove qualcuno ha fatto evidentemente “i conti senza l’oste”.

Al-Serraj era stato sollecitato a entrare a Tripoli al più presto ma la situazione nella capitale è estremamente ostile. Al-Ghwell è appoggiato da una alleanza di milizie di Tripoli e Misurata, un mix di formazioni islamico-moderate ma anche più radicali: «Se Al-Serraj vuole entrare come cittadino libico è il benvenuto. Ma gli sconsigliamo di entrare come governo, perché violerebbe le leggi libiche e sarebbe trattato secondo le leggi». Cioè arrestato. Un consiglio a cui pare pericoloso dire di No.

Non solo Tripoli. No anche da Tobruk. Non va meglio per Al-Serraj sull’altro fronte, a Tobruk. Solo 22 parlamentari della Camera dei rappresentanti, l’altro parlamento, quello riconosciuto a livello internazionale, si sono presentati per votare la fiducia. Ma anche in Libia l’opposizione usa l’antico trucco dell’assenteismo: niente quorum. E un leader importante come Mahmoud Jibril, ha avvertito che il governo di unità dovrà passare per il vaglio del parlamento, senza scorciatoie.

Chi e come, a livello internazionale, Onu, o Usa, o UE, o Italia, o un po’ tutti assieme, ha combinato questo pasticcio che rischia di avere conseguenze incalcolabili sull’operazione Libia ormai nelle mani dei militari? Attendiamo notizie.

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