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domenica 17 20 Novembre19

La «Syndrome Trump-Berlusconi» che secondo il NYT minaccia l’America

Il poco invidiabile insegnamento all’America che viene dall’Italia sull’ascesa di uno ‘shouwmen’ in tempi di ansia, di paura. ‘Sindrome Trump Berlusconi’ la definisce Roger Cohen sull’International New York Times, che Berlusconi aveva conosciuto a più riprese nei tempi d’oro del suo potere.

Roger Cohen del New York Times racconta di aver conosciuto Silvio Berlusconi in Italia a metà degli anni 1980, quando lavorava per il Wall Street Journal: “Uno sfacciato uomo d’affari miliardario di nome Silvio Berlusconi che aveva fatto fortuna nel settore immobiliare e aveva il controllo quasi senza rivali di un impero privato televisivo”. Berlusconi come Trump, spiega Cohen al pubblico Usa, aveva fatto i soldi con le costruzioni, “una città giardino chiamata Milano 2 nella periferia orientale della capitale finanziaria d’Italia”. “Poi aveva fatto il denaro vero – miliardi di dollari – attraverso le reti televisive Mediaset‘.

Fin qui è per noi italiani storia ben nota. Divertenti alcuni aneddoti, sempre sulla scia della similitudine con Trump. La vanità e la volgarità, ‘the vulgarity’, dell’uomo. “Berlusconi mi ha fatto salire sul suo jet privato e mentre sorvolavamo Milano indicò l’espansione urbana che lui controllava e mi disse che era di gran lunga la “uomo più ricco d’Italia”. Ribattei che sicuramente Giovanni Agnelli, a capo del gruppo Fiat, era più ricco. Berlusconi rise. “There was a lot more of his new money than that old money”. Era molto di più il suo denaro nuovo di quello vecchio.

Poi il racconto per gli americani del suo percorso politico. Sino ai suoi primi incidenti. Ampiamente ridicolizzato, dice Cohen, riesce comunque a rimanere indenne grazie alla sua evidente misoginia. Poi una frase splendida: “Berlusconi si è dimostrato un politico di Teflon”. Traduzione dal gergo politico Usa: come Reagan, il presidente degli Stati Uniti che era chiamato dai suoi detrattori “il presidente Teflon”, soprannome coniato per la quantità di scandali che circondarono la sua presidenza ma che sembrava non avessero alcun effetto sulla sua popolarità con il pubblico. ‘Berlusconi di Teflon’, come Trump Teflon; di plastica diremmo noi.

E finalmente i parallelismi tra i due personaggi decisamente artificiali del racconto. “Nessuno che conosce Berlusconi e ha visto l’ascesa e la nascita di Donald Trump può non essere colpito dai paralleli”. Similitudini? I soldi sul percorso immobiliare e poi televisivo. Malignamente viene citata l’ammirazione condivisa dai due per Vladimir Putin. E poi donnaioli, playboy li definisce Cohen, l’ossessione per la loro virilità, peccatori ma bigotti, “contempt for policy wanks”, contro il linguaggio masturbatorio della politica e, “tell-it-like-it-is” e per dire le cose come sono.

Passaggio politicamente amaro anche per noi italiani. “L’America è matura per Trump proprio come l’Italia era matura per Berlusconi”. Trump come risultato di un sistema politico marcio in una società in cui la frustrazione economica ai posti di lavoro esportati in Cina è alto. Trump che sta emergendo dopo due guerre perdute, con una crisi evidente del potere americano sulla scena mondiale, in un sistema corrotto dalla finanza. Alla dottrina Obama di moderazione, Trump si oppone ad una dottrina aggressiva della rinascita. Come Berlusconi è emerso dall’Italia del dopo Guerra Fredda e dal dominio democristiano.

Cohen cita infine Alexander Stille che ha scritto di recente in’ The Intercept’ di Trump e Berlusconi: “Entrambi hanno lo stile dell’ultimo anti-politico, l’imprenditore super-successo in corsa contro il grigio politici di professione che non si sono mai guadagnati il pane’. Trump sarebbe il leader del mondo libero. Berlusconi ha governato da una città, Roma, la cui lezione al mondo è che tutto il potere, per quanto grande, passa. Ma ciò che Berlusconi insegna è che Trump potrebbe andare fino in fondo in una nazione assetata di una nuova politica. L’uomo conosciuto come “Il Cavaliere” -ammonisce ancora Cohen- è finito condannato per frode fiscale e per aver pagato il sesso con una prostituta minorenne, ma ci sono voluti 17 anni di scandali e di incompetenza all’Italia per uscirne.

«Take note, America, before the die is cast».
«Prenda nota, l’America, prima che il dado sia tratto».

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