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mercoledì 16 Ottobre 2019

Nuove regole Ue sui mutui casa e l’inganno a cinque stelle

Un decreto sollecitato dall’Europa tutela dei cittadini che hanno contratto un mutuo casa. Eppure, per giorni e giorni s’è scatenata una bagarre politica in Parlamento e fuori che rovesciava il problema. Falso in polemica pubblica per stupidità o per malafede? Da Antonino Di Stefano la verità dei fatti e istruzioni per l’uso

Il decreto sulla possibilità di esproprio degli immobili dei mutuatari insolventi. Non si capisce la bagarre politica a cui abbiamo assistito. Il decreto tende a semplificare certe procedure, non a rubare la casa. Dopo 18 rate di mutuo non pagate, l’immobile viene trasferito alla banca, se questa clausola è inserita volontariamente nei nuovi contratti, e non in quelli in essere. Si evita, in questo modo, la procedura giudiziaria, con l’emissione di un decreto ingiuntivo e la conclusione inevitabile della vendita all’asta, come già avviene.
Ma gli effetti sono diversi: il debitore risparmia le spese legali, che nella quasi totalità dei casi non gli portano alcun beneficio finale; non deve sopportare per anni una trafila giuridica piena di stress e di amarezze; la procedura più rapida evita il deprezzamento del bene, come avviene attualmente; la giustizia civile, già fortemente oberata, viene sollevata da un bel carico di lavoro.

Le opposizioni parlamentari dovrebbero spiegare ai loro elettori che già oggi le banche possono iniziare la procedura giudiziaria dopo appena sette rate di mutuo, anche non consecutive, non pagate. Il debitore, a sua volta, dovrebbe avere piena consapevolezza che, con la sua firma, assume una obbligazione alla quale è tenuto ad adempiere. Questa cosa non è così logica, come sembrerebbe: ricordo il caso di un professionista (non pagava la rata da anni) il quale pensava che le sue disgrazie fossero finite con il fallimento della banca. La sua meraviglia è stata enorme quando la nuova banca subentrata si è presentata a casa sua per richiedere, ingiunzioni alla mano, la somma dovuta…

Fin qui la teoria, dirà qualcuno: la pratica della vita contemporanea è cosa ben diversa, con la crisi che morde, il lavoro che manca ed i redditi della gente che vengono meno. È vero, ma bisogna decidere, una buona volta, se le banche svolgono una funzione sociale o se sono aziende come tutte le altre. A me pare che il legislatore tenga conto di entrambe le esigenze, pur essendo pressato dalla necessità di ridare elasticità di bilancio ad un sistema bancario oppresso da una mole di crediti inesigibili (in Italia pari a circa il 17% di tutti quelli in circolazione) che rischia di travolgerlo. E, con esso, tutto il sistema Paese.

In Europa, le banche devono gestire circa mille miliardi di questi crediti andati a male. La cifra fa paura ai governi, non solo ai manager delle banche. Se queste ultime crollano, crollano intere nazioni e, con esse, milioni di esseri umani. Ecco perché governanti di buon senso tendono a contemperare le due esigenze. Non solo quelle delle “cattive” banche, ma anche quelle dei cittadini.
Per esempio, pochi hanno spiegato finora che questi mutui immobiliari, nella gran parte dei casi, non sono stati stipulati da giovani sposi, o da lavoratori, che vogliono dare un tetto confortevole alle loro famiglie. Sono stati stipulati da imprese di costruzione che la crisi ha travolto. Le banche le hanno finanziate, le case non sono state vendute, ma rappresentano la garanzia sulla quale le banche si basano. Come fare? Quando possibile, dopo la procedura giuridica, vanno all’asta. In accordo con il costruttore, le banche stanno anche tentando di venderle direttamente. Alcune, istituendo apposite sezioni del loro business, con grande scandalo delle agenzie immobiliari.

Il problema è enorme. Insieme con il debito pubblico degli Stati (in Europa siamo ormai al 90% del rapporto debito/Pil) rischia di destabilizzare il sistema economico occidentale. Alcuni stock di credito immobiliare potranno entrare nei “pacchetti” di crediti inesigibili che, in base agli accordi recentemente stipulati con l’Unione Europea, saranno ceduti ad operatori specializzati. In questo cataclisma, certo, può entrare ed essere stritolato il cittadino onesto e laborioso che stipula il suo mutuo con la banca. Alcune tutele oggi già esistono: l’assicurazione sul mutuo che subentra in caso di inadempienza, la ristrutturazione del debito e l’allungamento delle scadenze che le banche volentieri concedono, perché vogliono solo i soldi anticipati, non l’immobile.
Tutto questo le opposizioni parlamentari caciarone e populiste non lo spiegano ai loro elettori. Invece di fare proposte per migliorare leggi di buon senso, legate anche alla situazione emergenziale del momento, fanno rumore ed innalzano cartelli. Non è un bel modo di fare politica, nè opposizione costruttiva.

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