giovedì 20 giugno 2019

‘Global Firepower’, classifica di chi può ammazzare di più

‘Global Firepower’ è un sito che riporta una graduatoria mondiale della potenza militare di ciascun paese. Nessuna ufficialità o attendibilità garantita ma utile data-base che attinge da fonti pubbliche varie, da il “CIA World Factbook” o “Wikipedia”, a contributi giornalistici o a stime quando i dati non siano noti.

Non fidarsi è meglio
È bene ma non fidarsi pare decisamente meglio, a dare ascolto al saggio. ‘Global Firepower’ come classifica che misura la capacità di ammazzare altri di un Paese, analizzata attraverso “CIA World Factbook” o “Wikipedia” o contributi giornalistici e stime imprecisati. Voi vi fidereste? Noi no, ma per dovere di cronaca riferiamo dalla cronaca di Fabio Ragno su Analisi Difesa che, per in nome stesso. di quella materia deve occuparsi.

‘Coefficiente di potenza’
Una cinquantina di diversi fattori, escluso l’armamento nucleare, per arrivare al “Power-index”, un “coefficiente di potenza”, per la graduatoria tra 126 paesi in ordine di “potenza militare”. L’ultimo aggiornamento -2 febbraio 2016- danno naturalmente come primo paese gli Stati Uniti seguiti da Russia e Cina. Ma quale il reale divario tra i vari paesi?

Numeri col trucco
Fattore numerico che invece di fornire certezze crea possibili alibi per chi sappia manipolare i numeri stessi. Esempio, la Russia che prevale sugli USA sul numero di carri armati (15.398 contro 8.848) anche se, considerando le diverse tipologie di corazzati, gli USA godono di una leggera superiorità (circa 50 mila contro 47 mila russi). Anche la Cina supera gli USA in numero di carri (9.150), pur avendone meno della Russia.

L’America vola
Per le forze aree (velivoli di ogni tipologia, sia ad ala fissa che elicotteri) non ci sono sorprese: gli USA surclassano gli antagonisti (13.444 americani contro 3.547 russi e 2.942 cinesi). Senza contare le qualità di armamenti ed equipaggiamenti, del loro stato di avanzamento tecnologico e della concreta differenza sul campo di battaglia.

Numeri e tecnologia
Oltre i numeri. Secondo il sito “warfare.be”, la massa di carri russi è costituita da antiquati T-72, di cui circa 2.300 in servizio e 8.000 accantonati a vario titolo, mentre del carro da battaglia T-90 sarebbero in servizio soltanto 550 esemplari.

Il blocco militare
Per una comparazione realistica, andrebbe considerata l’appartenenza di uno Stato a un “blocco militare”. Questo elemento, in alcune aree di crisi, è superato da nuove eterogenee “coalizioni”. Vedi la lotta all’ISIS o alla neonata alleanza militare turco-saudita.

Soldi in armamenti
Tra gli elementi di valutazione di “Global Firepower” c’è naturalmente il budget militare. E qui la graduatoria cambia. Al primo posto come sempre gli Stati Uniti -il cui budget, da solo, supera la somma dei 12 paesi che lo seguono nella graduatoria- quindi la Cina e poi, abbastanza inaspettatamente, Arabia Saudita, Regno Unito, Russia, Giappone e India.

Potere d’acquisto
Invece col Purchasing Power Parity, “parità di potere d’acquisto”. Al primo posto compare la Cina seguita dagli Stati Uniti e quindi, abbastanza distanziati, India, Giappone, Germania e Russia.
Ripetiamo, dati puramente quantitativi. Che però hanno un loro valore assoluto.

Le petro-armi
Nel 2014 l’Arabia Saudita ha scalzato l’India da primo importatore d’armi al mondo. Poi, nel marzo 2015, i sauditi hanno dato il via all’operazione “Decisive Storm” intervenendo militarmente nello Yemen.

Europa alla guerra?
Sempre in termini di spesa, secondo report dell’European Defence Agency, nel 2016 la spesa militare in Europa -senza distinzione tra paesi membri o meno della NATO- subirà un incremento lordo complessivo dell’8,3%. Un incremento senza precedenti da vent’anni, soprattutto se lo si rapporta all’attuale situazione di stagnazione economica.

Il blocco ex comunista
L’incremento di spesa si concentra nell’area dell’Europa centro-orientale in cui un gruppo di sette paesi, Cechia, Slovacchia, Ungheria, Polonia, Estonia, Lettonia, Lituania, aumenterà mediamente di circa il 20%. Per i paesi dell’Europa sud-orientale, Bulgaria, Croazia, Cipro, Romania, Serbia, Slovenia, l’aumento sarà invece di circa il 9%, mentre per quelli dell’Europa occidentale del 2,7%.

Diavolo Russia
Fabio Ragno, ex militare di mestiere sulla la pretesa minaccia russa all’Europa: ‘difficile scorgere concretamente le sue avvisaglie’. Certo è che la Russia ha un piano di ammodernamento senza precedenti. Nuovi mezzi (T-14), equipaggiamenti e sofisticatissimi sistemi d’arma (S-400 Triumph, missile Kalibr), nuove unità e dispiegamento di truppe anche nelle estreme aree circumpolari.

Siria tragica palestra
Riscontro nell’intervento in Siria, con gli Stati Uniti costretti a riconoscere che la Russia, giudicata due anni fa niente più che una “potenza regionale”, è in realtà la seconda potenza militare mondiale, in grado essere comparata con la potenza statunitense. Nell’attesa che la Cina, che ha avviato anch’essa un programma di ammodernamento militare senza precedenti, si affacci sulla scena.

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