Segni di legalità
La Turchia tra Stato dei diritto e dispotismo presidenziale. Can Dundar e Erdem Gul, noti giornalisti turchi, in prigione preventiva da tre mesi per un articolo scritto sul presunto invio di armi irregolari in Siria, sono stati rimessi in libertà, dopo che la Corte Costituzionale aveva definito la loro detenzione illegale.
Dundar, direttore del quotidiano di opposizione Cumhuriyet, e Gul, responsabile della sede di Ankara, erano stati arrestati il 27 novembre scorso per presunti atti di spionaggio, cospirazione contro le autorita’ e collaborazione con il terrorismo, reati per cui la procura chiedeva l’ergastolo.
Il dramma di Diyarbakir
200 civili, tra cui almeno 12 bambini, intrappolati da giorni negli scantinati di alcuni edifici di Sur, il centro storico della ‘capitale’ curda Diyarbakir nel sud-est della Turchia, sotto coprifuoco totale da quasi 3 mesi nell’ambito della guerra che Ankara ha scatenato contro i curdi del Pkk. A denunciarlo è il partito Hdp, che raccoglie forze filo-curde e forze di sinistra della Turchia. Le loro condizioni sarebbero allarmanti e il rischio di essere colpiti durante gli scontri si fa sempre più alto. Tra i bimbi intrappolati ci sarebbe anche una neonata di soli 4 mesi.
Secondo la Fondazione per i diritti umani in Turchia, almeno 224 civili – tra cui 42 bambini, 31 donne e 30 anziani – hanno perso la vita tra il 16 agosto e il 5 febbraio nei 19 distretti di 7 città del Kurdistan turco dove il coprifuoco è stato dichiarato ben 58 volte in 6 mesi.
Il massacro di Cizre
In molti temono di rivedere a Diyarbakir le atrocità di Cizre, città al confine turco con Siria e Iraq, dove il coprifuoco è stato dichiarato il 14 dicembre, almeno 150 cadaveri fuori dai conteggi della la Fondazione per i diritti umani in Turchia, il Tihv, sono stati recuperati tra le macerie di tre edifici bombardati. I corpi erano quasi tutti carbonizzati, alcuni persino decapitati, la denuncia del deputato del partito Hdp, Faysal Sary alla Corte europea dei diritti dell’uomo: “crimini contro l’umanità” e il possibile “utilizzo di armi chimiche”.
Il ministro degli Interni turco Efka Ala aveva definito le operazioni di Cizre ‘un successo’ nella lotta al Pkk, il partito della guerriglia curda.
Silenzio colpevole Ue e Nato
Il silenzio della comunità internazionale. Lettera aperta dai vertici del partito turco-curdo Hdp in cui esprime preoccupazione per i silenzi complici di istituzioni internazionali “contro le violenze e i massacri nelle città curde”. Parlamentari curdi hanno cercato di comunicare con i rappresentanti del governo, chiedendo indagini ufficiali e l’apertura di un corridoio sicuro per il trasferimento dei civili intrappolati. Nessuna risposta.
Per Amnesty International circa 90mila persone avrebbero lasciato i distretti di Cizre, Silopi, Sur, e Dargecit per via dei coprifuoco. “Le restrizioni draconiane imposte durante il coprifuoco a tempo indeterminato assomigliano sempre punizione collettiva, e devono finire”, dice Amnesty.
Dall’Unione europea solo silenzio.