• 27 Febbraio 2020

Tra le due Coree guerre per finta che fanno paura

Esercitazioni di guerra o provocazioni che siano, questi ‘war games’ sono parte della mai risolta tensione tra le due Coree che va avanti dall’armistizio del 1953 che ha fermato la Guerra di Corea. Secondo il regime dei Kim, “una provocazione militare”, come da rito annuale, che il giovane Kim Joung-un aveva fatto precedere da una esperimento nucleare, forse una bomba all’idrogeno, e dal lancio di un missile balistico.

Le prossime esercitazioni militari congiunte fra Stati Uniti e Corea del Sud saranno “le più imponenti della storia, sia dal punto di vista della qualità che della quantità”. Lo ha dichiarato al Parlamento di Seoul il ministro della Difesa, il conservatore Han Min-goo.
Sebbene vadano avanti di fatto dalla fine della Guerra di Corea (1953), i “war games” sono sempre occasione per la Corea del Nord di protestare contro quello che definisce “un atto di guerra”. Tuttavia, l’operazione è vincolata e garantita dalle Nazioni Unite.

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I giochi di guerra, le manovre militari, in parte esercitazione in parte esibizione di forza, si svolgono di solito intorno a marzo e si dividono in due parti. La prima fase -“Key Resolve”, la chiave per risolvere- dura 12 giorni ed è quasi tutta sul cyber terrorismo; la seconda -“Foal Eagle”, l’intraducibile ‘puledro aquila’- dura otto settimane e coinvolge i settori tradizionali dell’esercito.

In campo per gli Stati Uniti vi saranno 15mila marines, una brigata aerea da combattimento, una brigata mobile della Marina, una portaerei, una flotta di sottomarini con capacità nucleare e i rifornitori di carburante volanti. Per la Corea del Sud vi saranno quasi 300mila soldati, fra cui membri delle Forze speciali, quelli della prima linea e le divisioni di sostegno.

Come sempre, il governo della Corea del Nord ha reagito con durezza all’annuncio parlamentare. Un dispaccio dell’agenzia ufficiale del regime chiede a Seoul di “smetterla con le provocazioni” e avverte di “serie ritorsioni” il personale coinvolto. Lo scorso anno, stesse esercitazioni, l’esercito della Corea del Nord aveva sparato sette missili terra-aria, in grado di colpire postazioni militari della parte sud della penisola.

Remocontro

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