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lunedì 16 Settembre 2019

Primarie Usa: non ci sarà un 3° Bush, ma è rischio Trump

Alle primarie americane Hillary Clinton ha battuto Sanders in Nevada, Trump ha vinto in South Carolina, Jeb Bush è andato di nuovo molto male e ha mollato. E Trump sul muro anti migranti che lo aveva messo il polemica col Papa, rilancia. Il muro ci sarà e sarà anche più alto e sarà il Messico a pagare per costruirlo. Il rilancio di Hillary Clinton

Dopo l’avvio stentato Hillary Clinton inizia a crescere mentre Trump insiste nell’essere l’avversario da battere. Hillary a vinto i caucus dei Democratici in Nevada e Donald Trump ha vinto le primarie dei Repubblicani in South Carolina. Jeb Bush, partito come favorito alle primarie Repubblicane, ha ottenuto un ennesimo risultato deludente arrivato solo quarto, e ha annunciato il suo ritiro dalla campagna elettorale. Scongiurato il rischio di un terzo Bush presidente.

 

Sin dall’inizio della campagna elettorale Hillary Clinton era considerata la favorita in Nevada, ma i sondaggi degli ultimi giorni davano i due candidati democratici  praticamente pari e Sanders era dato in grande ascesa dopo la vittoria in New Hampshire.

La vittoria di Donald Trump tra i Repubblicani era data per certa dai sondaggi, ed è arrivata come previsto e con un certo distacco: 32,5 per cento dei voti, contro il 22,5 per cento di Marco Rubio e il 22,3 per cento di Ted Cruz. Sono arrivati molto staccati Jeb Bush, John Kasich e Ben Carson. Trump era già arrivato secondo in Iowa e primo in New Hampshire: a questo punto si può considerare davvero il candidato favorito alla vittoria finale.

 

Le primarie del Sud Carolina restano dominate dal ciclone Trump, che sembra essersi addirittura avvantaggiato dallo scontro con il pontefice in uno Stato dove i cattolici sono una minoranza e dominano i fondamentalisti protestanti evangelici, decisamente ostili a questo Papa progressista e timorosi dell’ingerenza Vaticana, come ai tempi del primo candidato cattolico per la Casa Bianca, John Kennedy.

 

Tanto che dopo la vittoria ha rilanciato la sfida, promettendo che il muro ci sarà e sarà anche più alto e sarà il Messico a pagare per costruirlo. “E mi prenderò anche i voti di Bush”, ha assicurato comparendo davanti ai suoi fan insieme alla moglie e alla figlia. Il miliardario continua a raccogliere migliaia di fan ai suoi raduni e a “bucare” sui media con le sue bordate provocatorie, coagulando la rabbia e la frustrazione dell’elettorato repubblicano.

Anche ieri ne ha lanciate due delle sue. Prima contro Obama per non aver partecipato ai funerali del giudice ultra conservatore della corte suprema Antonin Scalia: “mi chiedo se avrebbe partecipato se fossero stati in una moschea”, ha twittato, facendo riferimento alla recente, prima visita del presidente in una moschea americana.

Poi contro l’Islam, quando ha raccontato che il leggendario generale Usa John Pershing avrebbe fermato gli attacchi dei musulmani nelle Filippine all’inizio del Novecento sparando contro di loro proiettili immersi nel sangue dei maiali, animale che i musulmani considerano impuri.

 

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