lunedì 17 giugno 2019

Siria, i primi convogli umanitari nelle città assediate

Sono arrivati i primi convogli umanitari nelle città assediate della Siria. Gli aiuti fanno parte degli accordi di Monaco di Baviera che dovrebbero portare a un cessate il fuoco, che appare invece molto molto lontano, obiettivo per ora decisamente irraggiungibile

Croce rossa, Mezzaluna rossa e World food programme sono riusciti a raggiungere circa 100 mila siriani isolati in quattro diverse località. L’Onu prosegue e conta di arrivare a soccorrere 18 città entro pochi giorni.

Il primo convoglio guidato dalla Mezzaluna rossa -cronaca di Giordano Stabile su La Stampa– è arrivato nel sobborgo di Moadimayet al-Sham, a sud di Damasco, con 4.400 razioni di cibo e medicinali, specificato Muhammad al-Asadi della ong islamica.

Altri convogli hanno raggiunto 42 mila persone isolate e prive di tutto attorno a Madaya, e mille a Zabadani, sempre nella provincia di Damasco.

 

Più a nord i convogli stanno per raggiungere le città assediati invece dai ribelli, Fuaa e Kafraya, abitate in maggioranza da alawiti e cristiani. Ventimila persone che aspettano qualsiasi forma di aiuti.

Ma sono 18 le città che si cerca di raggiungere in questo primo viaggio della speranza. Come era stato concordato con le delegazioni dei 17 paesi del ‘Gruppo di sostegno alla Siria’.

L’accordo era stato raggiunto due sere fa tra l’inviato dell’Onu Staffan de Mistura e il ministro degli Esteri siriano Walid al-Moualem, dopo un incontro a Damasco.

 

Le sette città ‘bersaglio’ degli aiuti sono: Deir al-Zor, assediata dall’Isis, Foua and Kafraya nella provincia di Idlib, assediata dai ribelli; Madaya, Zabadani, Kafr Batna Mouadamiya al-Sham nella provincia di Damasco, assediate dai governativi.

Le ong umanitarie e l’Onu stimano in circa un milione le persone che vivono in zone assediate in Siria, cioè dove non è possibile far arrivare nessun aiuto umanitario. Altre quattro milioni vivono in zone di difficile accesso.

La situazione più drammatica e a Madaya, cinquanta chilometri a ovest di Damasco, dove almeno 33 persone sono morte di fame negli ultimi due mesi.

 

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