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giovedì 19 Settembre 2019

Europa ad elastico: ‘Non solo a prendere’. GB, Turchia e curdi siriani

A Bruxelles si tratta affinché il Regno Unito resti nell’Unione europea. Poi i rifugiati. ‘Basta con le prese in giro: la solidarietà non può essere solo nel prendere ma anche nel dare’, dice Renzi ai Paesi dell’Est: ‘o accettate i migranti o noi, Paesi contributori, vi bloccheremo i fondi’. Consiglio europeo, ultimo giorno di vertice. Cercasi compromesso per la Gran Bretagna e crisi dei rifugiati. Ma la Germania con la Turchia?

Tutti rassicurano noi per convincere loro stessi. Forse per scaramanzia. La crisi incontenibile dei profughi, l’incubo Brexit, come tenersi in casa una recalcitrante e presuntuosa Gran Bretagna, infine, i compromessi inconfessabili che la Turchia ha chiesto alla Germania per frenare l’invasione di disperati dalla Siria.

Tra tanti strati di morbidezza diplomatica, sui profughi è Matteo Renzi a dire le cose più chiare.

«Cari amici, basta con le prese in giro: la solidarietà non può essere solo nel prendere, ma anche nel dare». Messaggio chiarissimo ai Paesi dell’Est: «O accettate i migranti o noi, Paesi contributori, vi bloccheremo i fondi». Polonia, Ungheria e dintorni avvertiti.

 

Poi la questione britannica. Su Londra esiste la volontà di trovare un’intesa -dicono- ‘ma ci sono ancora molti problemi da risolvere’. Cameron a chiedere (un po’ pretendere) e gli altri 27 capi di stato e di governo a convincere e sperare. Che oggi il primo ministro britannico possa ripartire da Bruxelles dopo aver ottenuto abbastanza concessioni da lanciare la campagna per il sì alla permanenza del suo paese nell’Unione in vista del referendum del 23 giugno.

 

Cosa concedere a Londra senza mandare a catafascio tutti i delicati equilibri interni dell’Unione? Una Ue oggi troppo debole per sopportare la defezione di Londra. Questioni aperte. Prima e la più delicata: inaccettabile che la piazza finanziaria londinese sia esentata dai vincoli applicati alle altre borse continentali, perché questo creerebbe una grave distorsione della concorrenza permettendo alla city di schiacciare i suoi rivali.

 

Due: i paesi dell’Europa centrale i cui cittadini sono emigrati in gran numero nel Regno Unito, chiedono che il rifiuto da parte di Londra sui servizi sociali agli immigrati sia limitato nel tempo, non sia retroattivo e non riguardi i sussidi familiari.

Ma il problema vero è, evitare che le concessioni fatte al Regno Unito possano far venire strane idee in altri stati membri portando al disfacimento dell’Unione. La questione britannica è chiaramente strategica, legata all’alleanza con gli Stati Uniti e, molto più concretamente, ai vincoli dell’Alleanza Atlantica. Una Nato sempre più spesso in discussione per le sue scelte strategiche anti Russia.

 

Questione profughi, osserva Bernard Guetta su Internazionale, la Germania si è fatta protagonista in Turchia, principale punto d’accesso all’Ue attraverso la Grecia. Messaggio di Berlino ai Paesi dell’Europa centrale, i più contrari all’accoglienza dei profughi. Una Turchia improvvisamente più disponibile a controllare le sue coste perché ha bisogno della benevolenza dell’Unione davanti al problema dei curdi in Siria.

Uno scambio ufficialmente improponibile in termini politici ed etici, ma possibile, possibilissimo, nella politica degli opportunismi del momento. Salvo una lettura strategica minimamente più articolata che impone le ragioni curde fuori della Turchia con la forza dei suoi combattenti contro il califfato islamico.

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