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giovedì 5 Dicembre 2019

Trump presidente? Obama ride, ‘non è uno show tv’. Poi le cose serie

Un Barak Obama di grinta al vertice del sudest asiatico. Donald Trump: ‘Non sarà presidente, perché la presidenza è un lavoro duro non uno show televisivo. E la grande politica. ‘La Siria non è una gara fra me e Putin: è per fermare la guerra, per mettere fine alla crisi dei rifugiati e sconfiggere l’Isis’.

Un Barack Obama insolitamente deciso, Intervenendo al termine del vertice con i leader dei Paesi del sudest asiatico, fa chiarezza sui questioni internazionali e di casa con alcuni spunti che, sul dramma Siria ad esempio, fanno sperare.

 

SIRIA

«La Siria non è una gara fra me e Putin, è per fermare la guerra, per mettere fine alla crisi dei rifugiati e sconfiggere l’Isis».

A una domanda su una possibile azione in Libia: «Perseguiteremo l’Isis ovunque. Continueremo ad agire dove abbiamo un chiaro obiettivo. Stiamo lavorando con l’Onu per un governo in Libia».

 

Dal fronte siriano, segnali positivi oggi dopo la bombe fuori bersaglio di ieri. Il governo siriano permetterà ai convogli umanitari di arrivare in sette zone sotto assedio.

Dopo i colloqui tra il governo siriano e l’inviato speciale dell’Onu in Siria Staffan de Mistura, le Nazioni Unite hanno dichiarato che il regime di Bashar al Assad lascerà passare i convogli con gli aiuti umanitari in diverse zone del paese, tra cui Madaya.

 

CORTE SUPREMA

Obama, sulla nomina del nuovo giudice alla Corte Suprema sfida la destra. Il Congresso a maggioranza repubblicana, che vuole attendere il prossimo presidente per scegliere il giudice minaccia ostruzionismo nel caso in cui Obama presenti un suo candidato.

Obama: «La Costituzione è chiara su come si deve procedere. La nomina alla Corte Suprema è un test per la democrazia».

E rincara: Si tratterà di un candidato senza ombra di dubbio «qualificato e brillante». Terreno di scontro nella campagna elettorale.

 

TRUMP MAI PRESIDENTE

E nella campagna elettorale, Obama interviene ‘a gamba tesa’.

«Continuo a ritenere che Trump non sarà presidente. Ho fiducia negli americani. Il lavoro di presidente è un lavoro duro, non è uno show televisivo o marketing».

Gli osservatori stranieri sarebbero preoccupati -sempre Obama- per la retorica dei candidati repubblicani, non solo quella di Trump. A preoccupare, soprattutto le parole che noi definiremmo ‘fascioleghiste’ usate sull’immigrazione e la negazione del cambiamento climatico.

 

CLINTON SANDERS NEUTRALITÀ

Sul fronte dei democratici, Obama evita di schierarsi visto che tra i due principali candidati democratici volano parole grosse.

«Conosco meglio Hillary di Bernie perché ha servito nella mia amministrazione ed è stata un fantastico segretario di Stato. Ritengo che su alcuni temi sia d’accordo con me, su altri no».

Comunque, «Dibattito salutare in casa democratica».

Tra auspicio e scaramanzia.

 

CINA PER FINIRE

Ancora politica estera. Mar cinese meridionale, una delle rotte più trafficate del trasporto marittimo dove la Cina sta costruendo isole artificiali in acque contestate.

Obama è stato chiaro: gli Usa “continueranno a volare, a navigare e a operare laddove le leggi internazionali lo consentono”. Ma con i leader dell’Asean, i Paesi del sud est asiatico, Washington ha discusso su come abbassare la tensione in quell’area.

 

 

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