domenica 26 maggio 2019

Kaiser e Sultano, trattative tra Imperi prima di Merkel-Erdogan

Wilhelm Leopold Colmar von der Goltz, morto 100 anni fa esatti, fu personaggio chiave nelle relazioni tra Germania e Turchia a cavallo tra fine ‘800 e la Prima Guerra mondiale. Visse a Costantinopoli dove insegnò all’accademia militare ottomana per dieci anni. Sui suoi testi si formarono generazioni di militari turchi tra i quali Mustafà Kemal, non ancora diventato Ataturk.

Benché il suo nome sia noto solo a una sparuta pattuglia di storici militari, Wilhelm Leopold Colmar von der Goltz (1843-1916) fu un personaggio chiave nelle relazioni tra Germania e Turchia a cavallo tra la fine del xix secolo e la Prima Guerra mondiale. Prussiano autentico nato a Königsberg (oggi Kalingrad), fu trapiantato a fine Ottocento a Costantinopoli dove imparò rapidamente il turco e insegnò all’accademia militare ottomana per dieci lunghi anni.

Colmar von der Goltz non era però un insegnante qualsiasi: dopo aver preso parte alla guerra franco-prussiana del 1870, era diventato uno storico e teorico militare di prim’ordine e in tale veste era stato inviato al sultano Abdülhamid II per contribuire alla riforma delle forze armate turche dopo la sconfitta subita dai russi. Riflettendo meglio di altri sul pensiero di Clausewitz e sulla sua ricaduta non tanto tattica o strategica sulla guerra, ma sulle caratteristiche sociali delle nazioni in armi, fu qualcosa di più di un semplice consigliere militare.

prussiano scritte

Prima della partenza per l’Oriente aveva infatti pubblicato un libro dal titolo significativo «Il popolo in armi», in cui osservava il cambiamento della guerra che ormai non era più una faccenda privata tra sovrani, ma coinvolgeva popoli interi. Era inevitabile quindi che i popoli si preparassero a un grande scontro e dovevano farlo in maniera adeguata. Poiché il libro fu tradotto anche in turco e von der Goltz insegnava in una istituzione militare turca, si produsse un’impronta forte su un’intera generazione di militari turchi tra i quali Mustafà Kemal che all’epoca non era ancora diventato Ataturk, ma solo un giovane ufficiale filo-occidentale.

Fu prodigo anche di consigli al sultano raccomandando di abbandonare i possedimenti europei – che ormai non si potevano più controllare –, di avviare una collaborazione nuova con gli arabi dell’impero e di rinnovare la cultura islamica. Il sultano e l’impero caddero, forse indipendentemente dall’aver ascoltato o meno i consigli del tedesco, ma Ataturk se ne ricordò.

Pruussiano primo piano

Rientrato in Germania von der Goltz tornò ad essere un militare prussiano dedito ai suoi studi, senza trascurare però un aspetto importante della formazione della nazione prima di una guerra e facendo nascere nel 1911 un’associazione giovanile per diffondere la cultura militare che arrivò ben presto a settantamila aderenti.

Quando – dopo lo scoppio della Prima guerra mondiale – von der Goltz fu inviato a Costantinopoli come proconsole dell’impero tedesco presso l’impero alleato, si preoccupò di far arrivare dalla Germania il colonnello von Hoff per seguire l’organizzazione della gioventù turca che fu chiamata Osmanlı Genç Dernekleri (grossomodo associazione giovanile degli Osman). La conseguenza fu che moltissimi giovani turchi dai dodici ai diciotto anni reclutati sopratutto in Anatolia furono impiegati come staffette portaordini, portaferiti nel settore del Caucaso o semplicemente come manodopera militarizzata per i raccolti agricoli, dato che i contadini erano al fronte.

 

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