venerdì 24 maggio 2019

Francesco, Kirill, Santa Madre Russia e lo scisma d’Oriente

Papa Francesco, lo storico incontro con il patriarca di Russia Kirill. La prima volta tra un capo della Chiesa di Roma e uno della Chiesa ortodossa russa Dopo quasi 1000 anni, da quel 1054 quando al posto di Kirill c’era Michele Cerulario e al posto di Francesco I, Leone IX. Bignami di storia per capire la portata dell’attualità.

Papa Francesco e lo storico incontro con il patriarca di Russia Kirill. Il primo incontro in assoluto tra un capo della Chiesa di Roma e uno della Chiesa ortodossa russa. Dopo quasi 1000 anni, da quel 1054 quando sul soglio patriarcale di Costantinopoli c’era Michele Cerulario e al posto di Francesco I c’era Leone IX.

 

Ora il mondo si interroga su cosa ci sia dietro il grande passo di riconciliazione tra le chiese di Roma e di Mosca che si è celebrato ieri a Cuba. Un momento storico cercato da decenni da molti pontefici, ma che avviene solo ora. Il Papa argentino, figura non occidentale, che vuole una chiesa estranea a ruoli politici, e il Patriarca Kirill che sta guidando la chiesa ortodossa di Mosca e di tutta la Russia mai stata così apertamente filo governativa.

 

Contraddizione evidente, moventi sia religiosi che politici molto meno evidenti. Quali conseguenze ci potranno essere, sia in campo politico sia religioso? E perché Cuba dove si incontrano due personaggi che abitano l’uno a Roma e l’altro a Mosca? Perché questa pacificazione religiosa e quant’altro vi sia assieme, passa per un’isola dei Caraibi?

Troppe domande senza alcuna risposta certa.

Quindi meglio le quasi verità della storia

 

Affresco nella cappella Sistina in cui si ved3e Gesù che consegna le chiavi della Chiesa a San Pietro
Affresco nella cappella Sistina in cui si vede Gesù che consegna le chiavi a San Pietro

 

LO SCISMA D’ORIENTE

Il Grande Scisma, conosciuto dalla storiografia occidentale come Scisma d’Oriente, la rottura definitiva tra la Chiesa di Roma e quella di Costantinopoli, causata dalla crescente separazione politica e culturale tra oriente e occidente cristiano a partire dal IV secolo.

 

Saliti al soglio patriarcale di Costantinopoli Michele Cerulario (1043) e a quello pontificio Leone IX (1049), le divergenze investirono quasi subito il terreno dogmatico e liturgico, sul quale entrambe le parti non erano disposte a venire a patti. La situazione precipita a Costantinopoli con l’arrivo della legazione papale guidata dal cardinale Umbero di Silvacandida che, il 16 luglio 1054, consegnò la bolla di scomunica per il patriarca.

 

Michele rifiutò di sottomettersi e convocò un concilio di capi della Chiesa orientale -da allora si proclamò ortodossa- che scomunicarono i legati pontifici. Quattro secoli dopo l’imperatore bizantino Giovanni VIII, avendo bisogno di aiuto contro i turchi, accettò l’unione con Roma al concilio di Firenze nel 1439, ma questa decisione incontrò un’accanita resistenza del popolo e del clero bizantino e le chiese rimasero divise.

 

Una scomunica tira l’altra

Di fatto rottura dell’unità di quella che fu la Chiesa di Stato dell’Impero romano. Rottura politica argomentata da diverse visioni teologiche esistenti o cercate. Ad esempio il concetto del primato anche giurisdizionale del Vescovo di Roma considerato successore dell’Apostolo Pietro, e la Chiesa ortodossa orientale, che invece riteneva di rappresentare la continuità della chiesa indivisa del primo millennio, senza cedimenti a quelle che riteneva innovazioni dei Latini. Teologia molto legata all’esercizio del potere.

 

Il Papa, ossia il Vescovo di Roma, ritenendosi investito del primato di Pietro su tutta la Chiesa, iniziò a reclamare la propria autorità anche sui quattro patriarcati orientali, Costantinopoli, Alessandria, Antiochia e Gerusalemme, che, con Roma, formavano la cosiddetta ‘pentarchia’. Questi erano disposti a concedere al Patriarca d’Occidente un primato onorario e lasciare la sua autorità effettiva solo sui cristiani d’Occidente, ritenendo il primato romano privo di fondamento sulla sacre scritture.

 

Il patriarca di Costantinopoli Michele I Cerulario
Il patriarca di Costantinopoli Michele I Cerulario

 

Così fu allora

La Chiesa si divise quindi lungo linee dottrinali, teologiche, linguistiche, politiche e geografiche, e la frattura fondamentale non si è, finora, più rinsaldata. Vi furono due tentativi, nel 1274, secondo Concilio di Lione, e nel 1439, Concilio di Firenze, ma in entrambi i casi le riconciliazioni tra Roma e l’Oriente furono poi disconosciute dai fedeli e dal basso clero delle Chiese orientali.

Insomma quella riconciliazione andava rompere tradizioni, posizioni e poteri consolidati.

 

Ma Papa Bergoglio e il patriarca Kirill, che non è neppure titolare del patriarcato di Costantinopoli, titolo della cristianità ortodossa in concorrenza con quello del Papa di Roma, forse non vogliono un prossimo Concilio. E torniamo al quesito di partenza: il Papa argentino, non occidentale, che vuole una chiesa estranea a ruoli politici, e il Patriarca Kirill che sta guidando la chiesa ortodossa di Mosca e di tutta la Russia mai stata così apertamente filo governativa. E tutto accade a Cuba.

Strano e passaggio che già parla di storia.

 

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