giovedì 23 maggio 2019

Bilancio militare Usa. Superpotenza divora 764 miliardi

Il settore Difesa Usa insegue la voce di spesa federale per la Sicurezza Sociale. Il bilancio militare più consistente del pianeta, e l’equivalente della spesa di ben dieci paesi che seguono gli Usa nella graduatoria per spese militari tra cui Cina, Arabia Saudita, Russia, UK, Francia, Giappone, India, Germania, Sud Corea. L’Italia è fuori classifica, al 12° posto. I dati del britannico International Institute for Strategic Studies.

 

Bilanci col trucco

Gli Stati Uniti non sono mai stati avari nelle spese per le loro forze armate, con una delle quote più importanti del bilancio federale. Per il 2016, spesa prevista è di 534 miliardi di dollari, 3,2% del Pil. Solo col stanziamento “di base”. I trucchi di bilancio aiutano da sempre la politica, quando ha necessità di minimizzare certe voci di spesa. In Italia si chiama “Funzione Difesa”.

Le somme che servono per arrivare alle cifre reali, quelle americane: ai 534 miliardi ‘base’ si devono aggiungere le missioni all’estero, le ‘Overseas Contingency Operations’, che sono 50,9 miliardi. Afghanistan, Iraq, Siria e domani, forse, la Libia. Quindi gli stanziamenti ad altri Dipartimenti ma comunque legati alla Difesa e al suo personale.

 

Usw army 600

 

‘Spese accessorie’

Elenco: Dipartimento per i Veterani (70,2 mld);

Aiuti militari all’estero (46,3 mld);

Dipartimento Homeland Security, più o meno un nostro ministero degli Interni, (41,2 mld);

Cybersecurity, il settore che Renzi in Italia vorrebbe affidare a Marco Carrai, (8,4 mld);

Sicurezza Nucleare (12,6 mld).

Nell’insieme, il budget per il Settore Difesa inteso in termini estensivi arriva a sfiorare i 764 miliardi, collocandosi come seconda voce di spesa federale dopo la Sicurezza Sociale.

 

Record planetario

Anche limitandosi allo stanziamento ‘di base’ più le missioni all’estero, come fa il Pentagono, si raggiunge comunque la cifra di 585,3 miliardi.

Non solo è il bilancio militare più consistente del pianeta ma è anche l’equivalente della spesa di una decina di paesi che seguono gli Usa nella graduatoria per spese militari. Il primo in classifica fa dieci di quelli che seguono!

Parliamo di Cina, Arabia Saudita, Russia, UK, Francia, Giappone, India, Germania, Sud Corea. Questo secondo i dati del britannico International Institute for Strategic Studies.

 

Arabi spreconi

Interessante anche considerare la spesa militare in rapporto al Pil e alla popolazione: in questo caso al primo posto, lo Stato più spendaccione e armato del pianeta è l’Arabia Saudita (ammettendo che i suoi suoi petro sudditi accettino di andare a farsi ammazzare), seguita da Iraq e Israele, quindi Stati Uniti e Russia in posizioni abbastanza vicine.

E pensare che nel 2016 è ancora ‘spending review’. Risparmio, o quasi.

Il ‘Future Years Defense Program’, il documento per gli anni dal 2016 al 2020, ci dice che non vi sono sostanziali incrementi/diminuzioni rispetto all’attuale standard di bilancio.

 

Un nemico è per sempre

Preoccupanti le cinque sfide che il Pentagono sostiene di dover tenere in considerazione elencate dal Segretario alla Difesa Ashton Carter:

prima l’ormai demonizzata “aggressione russa in Europa”;

due, “l’ascesa della Cina” e il dominio nel Pacifico;

tre, la poco credibile pericolosità della Corea del Nord;

quattro, ancora l’Iran come se nulla fosse cambiato con l’accordo sul nucleare.

Infine, indicativa ultima priorità Usa, la “guerra al terrorismo”. Fin che non colpiscono in casa.

 

L’orso russo

La filosofia di Carter è che il Pentagono non debba impegnare troppe risorse finanziarie nella lotta allo Stato Islamico. Strano ma non troppo.

E insiste: “La Russia e la Cina sono gli avversari che ci danno maggiori pensieri”.

Sulla base di questa filosofia: l’acquisizione di nove sottomarini nucleari d’attacco Classe “Virginia” (8,1 mld) e 45.000 bombe “intelligenti” a guida GPS e laser per 1,8 miliardi.

Per la lotta all’ISIS (7,5 mld, il 50% in più rispetto al 2016); vari programma di Cyber-security (7 mld); l’acquisizione di sistemi aerospaziali (5 mld).

 

+400% in Europa

Ma in passaggio chiave è un altro: l’aumento del 400% per il contenimento della “aggressione russa” in Europa quadruplicando dei fondi destinati al programma ERI, “European Reassurance Initiative”: da 0,789 a 3,4 miliardi.

Iniziative Usa per più Forze presenti in Europa, con più addestramento, nuove infrastrutture, e bunker con materiali ed equipaggiamenti in chiave non amichevole verso la Russia, quanto necessario all’impiego di una Brigata corazzata, il cui personale può così essere trasferito dagli USA per via aerea ed entrare rapidamente in condizione ‘combat ready’.

 

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-Ue + Usa & Nato

Quindi, nel 2017 nuovi “Army Pre-positioned Stock”, APS, nei vari paesi in cui già esistono (Bulgaria, Estonia, Germania, Lituania, Lettonia, Polonia e Romania), spiega Fabio Ragno su Analisi Difesa nel suo attento resoconto.

La quadruplicazione delle risorse finanziarie non comporterà un analogo aumento delle Unità impiegabili -precisa il Pentagono senza rassicurare nessuno- ma certamente un considerevole aumento delle forze statunitensi in Europa con il prevedibile inasprimento dell’attuale confronto. A vantaggio di chi, ognuno lo decisa da solo.

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