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martedì 15 Ottobre 2019

La Siria peggio che mai
finte trattative vera guerra

L’Onu ferma il dialogo mai iniziato. Operazione a tenaglia delle forze governative. E l’offensiva ‘congela’ i negoziati mai realmente voluti di Ginevra. Area residenziale di Aleppo rasa al suolo dai raid russi, accusa una parte. Mosca: ‘Avanti contro i jihadisti’. I comandanti Isis in Libia

‘Il tavolo di Ginevra è sospeso’, concede senza ironia o senso del ridicolo l’italo svedese con insegne Onu Staffan de Mistura. Il problema è che da quelle parti le parole colpiscono poco. Mentre lasciano il segno le bombe. Tante bombe. Quelle che hanno segnato  la «madre di tutte le battaglie» nella guerra civile siriana, come è stata definita dall’inviato de la Stampa in Libano.

 

UN Syria envoy Staffan De Mistura
UN Syria envoy Staffan De Mistura

 

Un’offensiva aerea e terrestre senza precedenti: l’esercito di Assad e le forze d’élite degli Hezbollah libanesi, appoggiati da decine di cacciabombardieri russi, hanno chiuso una tenaglia attorno ad Aleppo, la più popolosa città della Siria, da 4 anni contesa fra le forze ribelli e quelle del regime. Ovviamente a pagarne le spese sono anche i civili, con i villaggi sottoposti a 300 raid in meno di due giorni.

 

 

L’offensiva militare avrebbe fatto saltare i colloqui di pace a Ginevra, secondo la versione di alcune parti in campo. Il negoziato in realtà non è mai partito, è la replica più realista, proprio perché nessuna delle parti lo ha mai realmente voluto. Vittime innocenti a favore di ogni tesi e di ogni schieramento,  con i suoi buoni e i suoi cattivi. Ieri missili sparati della opposizioni a Daraa avrebbero ucciso 10 civili, denuncia l’agenzia governativa Sana.

 

 

Altro fronte di lettura del fatti sulla battaglia di Aleppo. A fronteggiare i governativi soprattutto formazioni islamiste: Liwa al-Muhajereen al-Ansar; Ahrar al-Sham emanazione; i turcomanni appoggiati dalla Turchia; Al Nusra, branca siriana di Al Qaeda, che sostiene il grosso della battaglia. Gli Hezbollah hanno attaccata a Est della superstrada che collega la città al confine turco. Nei video postati dai filogovernativi si vedono schierati anche i nuovi tank T-90 appena forniti dai russi.

 

 

A questo punto de Mistura è costretto ad ammettere: ‘Il livello di fiducia tra le parti è vicino allo zero’. Ognuno tira l’acqua al suo mulino’. Non solo. Ognuno cerca di saldare i suoi conti in sospeso. Nel mirino russo, ad esempio, è certamente Ankara, chiamata a sigillare finalmente i suoi confini con la Siria da dove ancora oggi le formazioni juhadiste ricevo rinforzi e armi, e da cui transita il petrolio rubato in Siria che finanzia la guerra. Mentre la Turchia continua  la sua guerra contro i curdi.

 

 

La quasi conquista governativa di Aleppo diventa passaggio cruciale reso possibile dai massicci raid russi. Da Ginevra l’opposizione accusa la comunità internazionale di cecità di fronte alle bombe sui villaggi. Fonti filo-governative affermano che i villaggi erano oramai disabitati e occupati solo dai combattenti di Al Nusra. Media dell’opposizione hanno raccolto invece testimonianze drammatiche con episodi di vittime civili, a l’uso sempre negato dalle parti, di bombe a grappolo.

 

Cacciabombardiere russo nella base siriana di Latakia
Cacciabombardiere russo nella base siriana di Latakia

 

Da stamane intanto, a Londra, Conferenza degli Stati donatori per far fronte almeno al dramma profughi. 250.000 morti e milioni fra sfollati e profughi le cifre su cui il mondo si regola. 70 i Paesi coinvolti. L’impegno annunciato è di moltiplicare gli stanziamenti previsti dalla precedente conferenza in Kuwait – in parte disattesi – per arrivare a un totale di 9 miliardi di dollari, 8,3 miliardi di euro. A presiedere i lavori ci sono la Gran Bretagna e Germania, assieme a Norvegia, Kuwait e Onu. La delegazione Usa e’ guidata dal segretario di Stato, John Kerry.

 

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