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mercoledì 18 Settembre 2019

Renzi-Ue litigio continuo
Segno di forza o di paura?

È ormai una costante: Renzi attacca i ‘burocrati di Bruxelles’ intendendo Germania e Juncker agli ordini sulla flessibilità. E dall’Europa repliche taglienti: ‘intanto leggete i documenti Ue (vedi figuraccia sugli aiuti alla Turchia fuori bilancio), e di elasticità voi siete ormai dei campioni’

Qualche tempo fa, il grande filosofo Habermas denunciò l’ autocrazia post democratica che governa il vecchio continente. Si dice “il tempo è denaro”, ma nell’Europa di oggi è il denaro a imporre il tempo, stravolgendo il presente e negandoci il futuro. Autocrazia e denaro. Denaro e autocrazia.

 

 

I cittadini non contano, come non contano gli ideali europei, il modello di economia sociale di mercato, la solidarietà fra Stati, gli obiettivi comuni fissati dalle sacre scritture e dai padri nobili.

Se contassero, ci comporteremmo così con gli immigrati?

Lasceremmo la Grecia alla deriva?

Litigheremmo su chi paga un po’ di assistenza?

 

 

Continueremmo a non vedere il piano inclinato, proprio mentre le giovani generazioni, quelle cresciute al tempo dell’Erasmus, cominciano a capire che cosa vuol dire Europa?

Di chi la colpa, se non di classi dirigenti miopi e dell’autocrazia che si autolegittima?

 

MerkelRenziHollande fb

 

 

Renzi come Habermas?

Non esageriamo, però ci azzecca, a prescindere dai calcoli politici personali e dalla diffusa tendenza in tutti i Paesi europei a cavalcare l’onda populista dell’antieuropeismo. La strada é stretta, ma va percorsa.

Da un lato, si rischia di scivolare nel baratro del populismo e quindi dell’implosione. Dall’altro lato, se si difende l’Europa così com’è, si rischia di alimentare il populismo, e quindi l’implosione. Non ci sono più sponde nè guard rail.

 

Intanto, mentre Renzi si becca critiche e sospetti, la Gran Bretagna fa la voce grossa e strappa concessioni per evitare il referendum. Concessioni che, in soldoni, significano meno Europa, più poteri di veto, insomma e comunque un piede dentro se fa comodo e un piede fuori se fa ancora comodo.

 

 

 

 

Intanto, la Francia si permette di criticare l’Italia (sic!) dopo avere sforato a piacimento i bilanci, rinviato a piacimento riforme, bloccato frontiere, chiesto di sforare deficit per le spese di sicurezza antiterrorismo.

 

Ma si sa, quando si parla di Francia, la Germania chiude entrambi gli occhi, perché senza l’appoggio politico della Francia, anche la Germania si sente sola.

E così il balletto delle ipocrisie continua.

 

 

 

 

Ha ragione Renzi?

Da vendere sul piano teorico, un po’ meno sul piano pratico.

Si può predicare la bellezza del Vangelo, ma si rischia di finire in pasto ai leoni. Bisogna saperlo. Senza tornare alla snobistica sudditanza dei tempi di Monti, forse bisognerebbe attrezzarsi per battaglie meno visibili ma più concrete, con l’arte sottile della diplomazia sotterranea, delle lobby, del sistema Paese.

 

Ma il tempo stringe e il nostro…sistema non é ancora un sistema.

 

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