venerdì 19 luglio 2019

Corea atomica con i missili, minaccia vera o una scusa?

Test missilistici in Corea del Nord: le contromisure del Giappone. L’intelligence americana e giapponese in stato di allerta: il regime nordcoreano potrebbe effettuare il lancio di un missile balistico a lungo raggio nei prossimi giorni. Prove di forza o minacce che fanno comodo?

La Corea del Sud ci crede e lancia un avvertimento alla Corea del Nord che annuncia il lancio di un suo satellite. “Pagherà un caro prezzo” se prosegue il suo progetto per lanciare un satellite nello spazio. Seul contro il progresso scientifico? Secondo diversi analisti si tratta di un’operazione per coprire i test sui missili balistici. Il ministro della difesa giapponese ha dato ordine di abbattere qualsiasi missile nordcoreano che rischia di cadere sul territorio del suo paese.

Dunque la Corea del Nord starebbe progettando il lancio di un missile balistico a lungo raggio – ma potrebbe anche trattarsi di un vettore spaziale – che potrebbe essere verosimilmente effettuato entro una o due settimane. La notizia è stata riportata da diversi media internazionali, che citano fonti anonime dell’intelligence americana. I rilevamenti fotografici dei satelliti spia statunitensi hanno infatti mostrato un incremento delle attività all’interno della Sohae Satellite Launching Station, situata nel nord-ovest del Paese.

Lancio di un missile da una postazione nord coreana
Lancio di un missile da una postazione nord coreana

Alcune aree del poligono nordcoreano erano state volutamente nascoste alla vista, ma dalle immagini ottenute è stato comunque possibile constatare un aumento dell’altezza dei lanciamissili, che avrebbero ormai superato i 60 metri. Abbastanza per allarmare il Pentagono, ma anche Paesi vicini come la Corea del Sud e il Giappone. Il nuovo test missilistico di Pyongyang potrebbe infatti coinvolgere un vettore di dimensioni maggiori dell’Unha-3, che nel 2012 aveva sorvolato i cieli territoriali di Tokyo e Seoul, per poi finire nelle acque del Mar Giallo.

Nel frattempo, dopo uno scetticismo iniziale, alcune fonti governative americane hanno ammesso la possibilità che il terremoto di magnitudo 5.1, avvenuto lo scorso 6 gennaio a seguito della detonazione di un ordigno nell’area nord-orientale della Corea del Nord, sarebbe stato effettivamente provocato da un test – seppure fallito – finalizzato per ottenere una bomba all’idrogeno, inserendo del plutonio all’interno di una testata atomica. Insomma, incertezza occidentale tra contrapposti sospetti: lo sbeffeggiare il despota nord coreano o montare l’allarme per giustificare risposte già pregrammate.

Potrebbe piacerti anche