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mercoledì 11 Dicembre 2019

Circo elettorale Usa 2016
Sorpresa Iowa e calendario

Guida alle elezioni presidenziali negli Stati Uniti del The Guardian che ci aiuta a decifrare i dettagli. Una campagna elettorale che sta stia andando avanti da un sacco di tempo, ma l’anno elettorale è appena cominciato. Ecco le date più importanti che -piaccia o meno- ci piomberanno addosso

«Primo verdetto delle primarie per la corsa alla Casa Bianca.

In Iowa Cruz batte Trump, testa a testa Clinton-Sanders

Ha trionfato il senatore del Texas Ted Cruz, ai caucus repubblicani dell’Iowa, battendo il favorito Donald Trump.

Sul fronte democratico, è finita praticamente alla pari tra tra Hillary Clinton e Bernie Sanders, mentre Martin O’Malley ha annunciato il ritiro dalla corsa per la Casa Bianca».

 

 

Dopo una successione infinita di annunci e rinunce elettorali, dibattiti e comizi e le provocazioni di Donald Trump, è iniziato finalmente in percorso delle elezioni presidenziali 2016. Da ieri  gli elettori hanno iniziato a votare.

 

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1 febbraio

La prima sfida 2016  i ‘caucus’ di ieri -le primarie dei partiti- nell’Iowa. Secondo tradizione i tre candidati che ottengono più voti nei caucus di ciascun partito avranno la possibilità di ottenere la candidatura alle presidenziali. Quest’anno i candidati democratici sono solo tre, e la tradizione è scontata. Ma i repubblicani ancora in corsa sono una decina e l’Iowa potrebbe segnare la fine delle speranze per i candidati in difficoltà: il democratico Martin O’Malley e i repubblicani Mick Huckabee e Rick Santorum. Prima sforbiciata sui pretendenti.

 

9 febbraio

Otto giorni dopo, le primarie del New Hampshire, le prime in tutti gli Stati Uniti. Un indicatore per capire quanto durerà la competizione tra i diversi candidati all’interno di ciascun partito. Per i democratici, una vittoria del senatore del Vermont Bernie Sanders su Hillary Clinton allungherebbe i tempi della campagna elettorale. La vittoria dell’ex segretaria di stato farebbe concludere più rapidamente le primarie democratiche. Nel campo repubblicano, una vittoria di Donald Trump potrebbe sancire l’inizio di primarie particolarmente caotiche.

 

20 febbraio

Due le competizioni elettorali in contemporanea. Repubblicani, primarie in South Carolina, le prime nel sud. In Nevada i caucus del Partito democratico. Il voto in South Carolina è in genere molto interessante: candidati di spicco come Ted Cruz, Marco Rubio e Donald Trump si sfideranno in uno stato meridionale dove vivono molti reduci di guerra, elettori molto importanti per il Partito. Mentre il Nevada è il banco di prova per verificare le capacità di Bernie Sanders di conquistare consenso fuori dall’Iowa e dal New Hampshire.

 

1 marzo

Le primarie del ‘Super martedì”, la Southeastern Conference del campionato universitario di football. Prevedono che si tengano le primarie in sei stati del sud e in altri stati del nord, tra cui il Massachusetts e il Minnesota. Partita decisiva a sud e in casa repubblicana. Una prestazione convincente durante il ‘Super martedì’ potrebbe proiettare uno dei candidati verso la vittoria alle primarie.

 

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15 marzo

Le regole del partito repubblicano prevedono che le primarie dei primi mesi dell’anno decidono i delegati nella convention finale di Cleveland con un meccanismo proporzionale. Dal 15 marzo invece, chi vince piglia tutto, tutti i delegati per Cleveland. La Florida e l’Ohio votano il 15 marzo con questo principio. Votazioni molto importanti: nelle primarie repubblicane corrono due candidati provenienti dalla Florida -Jeb Bush e Marco Rubio- e il governatore dell’Ohio John Kasich. Nessuno di loro può permettersi di perdere.

 

7 giugno

Ultime primarie in cinque stati, tra cui la California e il New Jersey. Normalmente le primarie del 7 giugno avvengono a giochi fatti. Tuttavia, in una competizione repubblicana dalle caratteristiche inedite e inaspettate, questi appuntamenti elettorali potrebbero risultare decisivi.

 

18 luglio

Convention repubblicana di Cleveland. Potrebbe essere la prima volta dal 1976 con tensioni e contestazioni, se nessun candidato dovesse ottenere la maggioranza dei delegati necessaria per diventare il candidato del partito. Durante la convention saranno comunque rivelati la piattaforma repubblicana e il candidato alla vicepresidenza.

 

25 luglio

La convention democratica di Filadelfia sarà probabilmente molto meno caotica. Oltre a rivelare il candidato alla vicepresidenza, sarà caratterizzata da alcuni dibattiti ideologici. L’influenza della candidatura presidenziale dell’outsider Bernie Sanders continuerà ad avere delle ripercussioni su tutto il partito.

 

26 settembre

Primo dibattito presidenziale, alla Wright State university di Dayton, nell’Ohio. Tre dibattiti tra i candidati alla presidenza e uno per i candidati alla vicepresidenza.

 

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8 novembre

Il primo martedì successivo al primo lunedì di novembre -oggettivamente un modo un po’ astruso per fissare una scadenza tanto decisiva- più di cento milioni di statunitensi si recheranno alle urne per eleggere il 45° presidente degli Stati Uniti, che entrerà in carica a gennaio del 2017.

 

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