lunedì 19 Agosto 2019

Come nipotini di Hitler
«Sparare sui migranti»

Ultradestra in Germania. ‘Contro i migranti che tentino di entrare in Germania illegalmente la polizia dovrebbe usare le armi da fuoco, se necessario’. Proposta di Frauke Petry, la intransigente leader dell’ultradestra populista tedesca ‘Alternative fuer Deutschland’. I voti non puzzano

«Contro i migranti che tentino di entrare in Germania illegalmente la polizia dovrebbe usare le armi da fuoco, se necessario’. Proposta di Frauke Petry, la intransigente leader dell’ultradestra populista tedesca ‘Alternative fuer Deutschland». I voti come i soldi pare non puzzino.

 

 

Una dichiarazione shock, quella della intransigente Petry, in un’intervista al quotidiano Mannheimer Morgen e che ha già sollevato polverone di critiche e di polemiche. Secondo lei, “le guardie di frontiera devono fermare l’attraversamento illegale della frontiera e anche usare le armi da fuoco, se necessario. Lo prevede la legge”.

 

 

L’intervistatore stupito chiede: “C’è una legge in Germania che contiene l’ordine di sparare?”.

“Non ho usato il termine ‘ordine di sparare'”, ha risposto la leader di ‘Alternative fuer Deutschland’, l’AfD, in frenata. Che poi concede: “Nessun agente di polizia vorrebbe sparare a un rifugiato. Non è che io voglia questo. L’uso delle armi è l’ultima ratio”, ha precisato. Ultima ratio ma si può fare.

 

Germania quasi nazi 800

 

Il vicecancelliere socialdemocratico Sigmar Gabriel chiede che il partito anti-Ue e populista sia affidato all’agenzia che in Germania controlla gli estremisti.

Petry “si è persa per strada”, ha commentato il capogruppo socialdemocratico al Bundestag, Thomas Oppermann, secondo cui la proposta della leader populista ricorda ‘l’ordine di sparare’ imposto alla polizia della Ddr da Erich Honecker, l’ultimo dei leader della Germania orientale.

 

 

Un pigia pigia di concorrenti xenofobi a ‘mano armata’. AfD, che viene accreditato dai sondaggi al terzo posto, deve far fronte alla concorrenza del movimento anti-immigrati e anti-islamico Pegida. Questo mentre l’unione Cdu-Csu sta lentamente cedendo nei sondaggi: il 2% circa in meno in un mese. Merkel in una posizione scomoda. Nelle ultime settimane, annuncia ogni giorno un nuovo passetto indietro dalla politica dell’accoglienza.

 

 

L’ultima proposta, l’ “asilo temporaneo”. I rifugiati ai quali si darà asilo dovranno essere rimandati a casa una volta che le guerra da cui scappano saranno finite. Peter Altmaier, l’uomo a cui la Merkel ha affidato la ricerca di soluzioni alla crisi dei migranti, ha annunciato un negoziato con la Turchia per deportare i migranti che compiano crimini: “Non significa – precisa Altmaier – rispedirli nei Paesi d’origine, dove infuria la guerra, ma piuttosto al Paese dal quale sono entrati nell’Ue”.

 

 

60 – 80.000 richiedenti ai quali sarà negato l’asilo saranno rimpatriati entro un paio d’anni. E il ministro dell’Interno, Thomas de Mazière, ha detto allo Spiegel che la Germania non può accettare i migranti economici dopo che la cancelliera, giorni fa, aveva fatto l’ennesima frenata: niente più rifugiati da Marocco, Algeria o Tunisia, ormai considerati Paesi sicuri. Una lista aggiornata anche dall’Austria, che accelererà i rimpatri di chi non avrà i titoli per ottenere asilo anche con l’ausilio di aerei militari C-130.

 

Svezia pestaggi

 

Uno degli elementi più preoccupanti dell’incessante ondata di rifugiati dal Medio Oriente è quello dei bambini e dei minori che arrivano in Europa non accompagnati: proprio con loro ce l’avevano i neonazisti nel loro raid nel centro di Stoccolma, dopo lo shock dell’adolescente somalo che ha accoltellato a morte una cooperante svedese.

Sarebbero 26.000 i minorenni entrati non accompagnati in Europa nel 2015, secondo le stime di Save the Children,

 

 

Europol, l’agenzia della polizia Ue, riferisce che 10.000 bimbi immigrati sono “spariti nel nulla” nel Vecchio Continente.

Soprattutto quelli non accompagnati, esposti quindi allo sfruttamento sessuale e al mondo della criminalità.

“Non tutti sono finiti nelle reti di sfruttamento criminale: alcuni potrebbero essere stati affidati alla custodia di parenti. Semplicemente non sappiamo dove siano, cosa stiano facendo e con chi siano”.

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