• 19 Febbraio 2020

Merkel solo sorrisi
Renzi a mani vuote

Sorrisi surgelati tra Renzi e Angela Merkel che si conoscono da tempo e forse simpatizzano. Ma Renzi torna da Berlino a mani vuote o quasi: evita veti tedeschi nel durissimo scontro con Juncker sui conti italiani. Ma le riforme italiane tanto vantate da Renzi non impressionano la cancelliera che invece incassa il sì implicito di Roma all’Europa a due velocità. Andiamo a vedere cosa è accaduto oltre le apparenze.

 

Un’ora e mezza di colloquio e i due hanno certo stemperato i toni polemici, ribadito la sintonia su diversi temi, esempio, l’unità contro il populismo, ma non hanno appianato tutte le frizioni.

 

Uno.

Sulla gestione migranti la cancelliera si gioca il futuro politico, e ha subito messo in chiaro che l’accordo con la Turchia è urgente e non può più aspettare.

Renzi ha accusato dei tempi lunghi la Commissione europea, che non dà risposte alla richiesta dell’Italia di lasciare i 250-300 milioni di finanziamento alla Turchia fuori dal patto di stabilità.

Juncker il cattivo.

 

Due.

Flessibilità. ‘Non chiediamo stiamo che siano cambiate le regole, ma che siano applicate senza equivoci, la flessibilità era una condizione per l’elezione di Juncker’.

Renzi vendicativo: ‘Io non ho cambiato idea, spero che non lo abbia fatto Juncker’.

Merkel furba: ‘La cosa bella è che anche quando parliamo di flessibilità, entrambi accettiamo che ci siano interpretazioni divergenti, ma non mi immischio in queste cose’.

Sbrigatevela tra di voi (Juncher Renzi).

 

Tre.

Debito. ‘Siamo i primi a dire che dobbiamo far scendere il debito: non lo dico per fare un piacere ad Angela, ma per fare un piacere ai miei figli.

Frasi fatte e affermazioni di buona volontà. Angela prende atto e i due vanno a pranzo. E nessun compromesso sui dossier più spinosi. Punto quattro.

 

Quattro.

Il futuro dell’Europa. Italia e Germania paesi fondatori dell’Europa. Di fronte ad un’Europa che si sta sfaldando, con una Francia debole, una Spagna ingovernabile dopo le elezioni e una Gran Bretagna a rischio uscita, l’Italia risulta interlocutore affidabile anche per una cancelliera sempre più isolata proprio sul dossier immigrazione.

Un dossier sul quale -Turchia esclusa- c’è piena sintonia tra Roma e Berlino.

(Cara Angela, Diamo una calmata all’antipatico Juncker?)

Ennio Remondino

Ennio Remondino

giornalista, già corrispondente estero Rai e inviato di guerra

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