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martedì 15 Ottobre 2019

C’ERA UNA VOLTA
Guerra nel litigare la pace
Vietnam pensando alla Siria

Amici e nemici in guerra si riconoscono di fatto? O accade nell’accettare trattative di pace? Non sempre è vero. Tra il 1970 e il 1972 a Parigi incontri per fare cessare la guerra in Vietnam. Problemi a scegliere la forma del tavolo intorno al quale riunirsi. Tavolo rettangolare che faceva i 4 interlocutori eguali?

Tra il 1970 e il 1972 a Parigi si svolsero numerosi incontri per fare cessare la guerra in Vietnam e non fu facile nemmeno scegliere la forma del tavolo intorno al quale riunirsi per discutere. Un semplice tavolo rettangolare, comune ai quattro partecipanti, avrebbe messo sullo stesso piano entità che non si riconoscevano reciprocamente e che mai – pur trattando un accordo di pace – avrebbero accettato il minimo compromesso.

 

vIETNAM gE4

 

I quattro erano gli Stati Uniti, i due governi del Vietnam (ovvero quello del sud e quello del nord) e il Fronte di liberazione nazionale che già dal dicembre del 1968 – molto prima quindi che si avviassero i lavori veri e propri nel famoso palazzo di Avenue Klebér a Parigi – aveva opposto un netto rifiuto a sedere fisicamente allo stesso tavolo. Tale contiguità, secondo il Fronte, avrebbe implicato un riconoscimento indiretto del governo del sud e, poiché tale governo era ritenuto illegittimo, sedersi allo stesso tavolo era del tutto escluso. Una formale questione di principio finché si vuole, ma che fu superata solo dopo mesi, non senza sollevare sarcasmo presso l’opinione pubblica o aperte accuse di sabotaggio prima ancora di iniziare. Dopo numerose schermaglie e almeno quattro o cinque viaggi segreti di Kissinger a Parigi, le discussioni vere iniziarono solo nell’ottobre 1970, dopo la presentazione di un piano di pace da parte di Nixon.

 

Vietnam War

 

Nei mesi che seguirono si rafforzò l’asse tra Kissinger e il suo alter ego nord vietnamita Le Duc Tho, anche grazie a tanti altri viaggi del segretario di Stato americano che ormai era diventato impossibile nascondere. Nel frattempo, prima che gli accordi di pace fossero ufficialmente siglati nel gennaio 1973, successero tante altre cose e alcune, come nel caso della visita in Cina di Nixon nel luglio 1972, ebbero risonanza e influenza sulle stesse trattative che a ottobre sembrava si fossero di nuovo interrotte. Dopo la sua rielezione a novembre Nixon volle dare nuovo impulso ai negoziati e così sul Vietnam caddero più bombe in un mese di quante ne fossero cadute prima in tutta la guerra. L’accordo allora non si fece più attendere: dopo il cessate il fuoco gli Stati Uniti si impegnarono al ritiro militare entro due mesi, forze nord vietnamite sarebbero rimaste al sud e i nord vietnamiti avrebbero liberato i prigionieri americani, ma in realtà non tutto filò liscio.

 

Berlinguer with Ho Chi Minh
Berlinguer with Ho Chi Minh

 

Che la guerra invece continuasse in maniera diversa, lo confermò lo stesso Kissinger: «Credo che, se avremo fortuna, – disse riferendosi ai sud vietnamiti – potranno resistere ancora un anno e mezzo». Lo scopo principale insomma era stato tirare fuori gli Usa dal conflitto e soprattutto senza creare l’immagine della sconfitta. A lui e a Le Duc Tho fu tuttavia assegnato il premio Nobel per la Pace: il vietnamita lo rifiutò subito, ma Kissinger attese l’occupazione di Saigon nel 1975 per scrivere una lunga lettera al comitato del premio in cui annunciò la sua rinuncia. Morale: le trattative di pace sono una guerra nella guerra, ma bisogna farle.

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