• 27 Febbraio 2020

Il governo francese perde
l’ultima voce di sinistra

«A volte resistere vuol dire rimanere, a volte resistere vuol dire lasciare. Per fedeltà a sé, a noi. Perché l’etica e il diritto abbiano l’ultima parola».

Grande personalità quella di Christiane Marie Taubira, nata a Caienna, nella Guyana, un po’ più di 60 anni fa. Fu candidata alle elezioni presidenziali del 2002 per il Partito Radicale di Sinistra.

Durante la campagna presidenziale del 2012, fu portavoce del candidato socialista Hollande.

 

 

 

Ed è stato lo stesso François Hollande a nominare al suo posto il deputato socialista Jean-Jacques Urvoas, specialista in questioni di sicurezza.

Ma è l’addio di Christiane che fa parlare il mondo.

Nominata Ministro della Giustizia francese nel 2012, si è dimessa a causa della sua opposizione alla riforma antiterrorismo sostenuta dal governo, che prevede la revoca della cittadinanza francese per i condannati per terrorismo.

Le dimissioni di Taubira arrivano in un momento delicato per il governo guidato dal socialista Manuel Valls, alle prese con una serie di scioperi – gli insegnanti, i tassisti – e con il crescente malumore dell’ala sinistra del partito, di cui Taubira è esponente di punta.

 

 

 

Troppe concessioni a destra è l’accusa al duo Valls – Hollande. La svolta in materia di sicurezza dopo gli attacchi contro Charlie Hebdo e il supermercato kosher e che si è rafforzata con gli attentati di Parigi del 13 novembre. Misura emblematica della svolta, l’applicazione dello stato di emergenza in che quasi certamente verrà rinnovato per altri due mesi, e l’inserimento nella costituzione della revoca della nazionalità per chi ha la doppia cittadinanza ed è stato condannato per terrorismo.

Già all’indomani degli attentati di novembre, la guardasigilli si era opposta pubblicamente alla revoca della nazionalità, evocata da Hollande davanti alle camere riunite.

 

 

 

Taubira era diventata un’icona della sinistra anche perché, donna e antillese.

Con la rinuncia di Taubira il governo porta a compimento la scelta di una linea più moderata.

Linea politica che ha coinciso con l’uscita dei Verdi dalla maggioranza.

Una svolta che punta a ridurre i consensi a destra per le presidenziali e delle legislative del 2017, togliendole l’esclusiva dei temi economici e della sicurezza. Scommessa a rischio perché è stato ormai verificato che un numero crescente di elettori di sinistra si riversa sul Front national, il partito di estrema destra di Marine Le Pen.

 

Ennio Remondino

Ennio Remondino

giornalista, già corrispondente estero Rai e inviato di guerra

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