Privacy Policy
venerdì 18 Ottobre 2019

Colloqui di pace sulla Siria, Sì ai terroristi No ai curdi

Follia politico-diplomatica nei colloqui di pace sulla Siria in programma da venerdì a Ginevra, a volerla far fallire ancora prima di iniziare. Escluso il Partito dell’Unione Democratica, la forza politica curdo-siriana. Invitati invece gruppi salafiti. Interferenze turche col sostegno Usa

Syrian Kurds will not recognize the outcome of the upcoming intra-Syrian negotiations in Geneva as the talks will be held without their participation, a representative of the Syrian Kurdish Democratic Union Party said Wednesday.

Sirya turchia-ypg

Sono praticamente la sola resistenza armata sul campo con la capacità vincere contro Isis. Il PYD, il Partito dell’Unione Democratica che costituisce la principale forza politica e militare curdo-siriana.

Forza strategica sul campo, non sono stati invitati ai colloqui di pace sulla Siria in programma da venerdì a Ginevra. Lo denuncia il suo curdo siriano in Russia, Abd Salam Ali, che già annuncia il non riconoscimento dei colloqui di pace sulla Siria, destinandoli al fallimento prima ancora di iniziare.

«I curdi siriani non hanno ricevuto inviti a partecipare, i terroristi invece sì». Denuncia pesante di una situazione che avrebbe dell’incredibile. Tra i partecipanti ci saranno esponenti di fazioni islamiste, da Jaish al-Islam a Ahrar al-Sham, di matrice salafita, anche se rivali dei jihadisti dello Stato Islamico e dei qaedisti del Fronte al-Nusra.

«Non riconosceremo le decisioni prese a Ginevra-3, ma continueremo comunque a combattere e a impegnarci contro il terrorismo, e difenderemo la nostra terra», dichiara Abd Salam Ali. Ma per colpa di chi questa follia politico diplomatica?

Il portavoce curdo punta il dito contro la Turchia che avrebbe minacciato di non presenziare alle trattative se fosse stato invitato il PYD. Ma che c’entrano i turchi nei colloqui tra governo siriano e opposizione? Alchimie diplomatiche planetarie.

Fonti diplomatiche russe avrebbero ammesso che Mosca, pur appoggiando i curdi siriani del PYD, è sarebbe stata costretta a sacrificare gli interessi curdo-siriani per non compromettere qualsiasi possibilità di riuscita degli imminenti negoziati. Mosca si sarebbe però impegnata ad assicurare la partecipazione del PYD alle future fasi negoziali.

In senso diametralmente opposto le promesse del vicepresidente Usa Biden date la settimana scorsa al presidente turco Erdogan, mettendo sullo stesso piano i tagliagola dell’Isis con la guerriglia turca in Iraq e Siria.

 

Potrebbe piacerti anche