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mercoledì 16 Ottobre 2019

Pentagono e Libia
guerra in preparazione

Anticipazione del New York Times. Il Pentagono studia l’intervento contro l’Isis. Una task force multinazionale con italiani, francesi e britannici per colpire lo Stato Islamico. Ma l’Italia vuole agire solo con il sì di Tobruk. I fedeli di Gheddafi col Califfo come quelli di Saddam in Iraq

La Libia è stata ‘liberata’ a parole decine di volte. La nostra ministra alla Difesa Pinotti aveva minacciato di invaderla con 5mila soldati. Poi è arrivato il buon senso. Regola politico militare: se non hai garanzie sul dopo, evita avventure. Ed è il consiglio che il New York Times lancia al Pentagono che risulta impegnato nei preparativi per una possibile azione in Libia da parte degli alleati occidentali.

 

Foto di gruppo di presunte forze speciali occidentali presenti in Libia
Foto di gruppo di presunte forze speciali occidentali presenti in Libia

 

Il quotidiano rilancia informazioni già circolate in questi giorni. Il mondo delle spie, il Pentagono e i partner europei stanno progettando varie ipotesi di intervento per colpire Isis nella roccaforte di Sirte. Secondo il generale americano Joseph Dunford, occorrerà creare un ‘bastione’, una forte presenza internazionale per contenere l’espansione del Califfato nella zona e verso Tunisia ed Egitto confinanti.

 

 

Guido Olimpio sul Corriere avanza ipotesi sugli schieramenti d’attacco. Prima l’aviazione,incursioni di droni e caccia per impedire i movimenti jihadisti e neutralizzare gli armamenti pesanti, artiglieria e tank che il califfato è riuscito a schierare sottraendoli alle forze regolari. Poi, un’azione combinata tra sbarco o paracadutisti e con quelle forze speciali, la cui presenza in Libia è stata segnalata più volte -sempre ufficialmente smentita- ma confermata anche da immagini che lasciano pochi dubbi. Quello in contributo Usa sul terreno.

 

 

Insieme agli americani, inglesi, francesi e italiani. Con quali problemi di fronte? Valutazioni spionistiche sostengono che lo Stato Islamico avrebbe 3500 mujaheddin sul territorio libico e altri sarebbero in arrivo, tutti asserragliati a Sirte. Spy Story d’obbligo: a Sirte misteriosi cecchini avrebbero ucciso numerosi membri dell’Isis. Colpi da attribuire a formazioni rivali o cecchini di unità d’elite occidentali? Mai nulla sapremo perché nei nostri eserciti esistono soltanto reparti “Anti cecchino”. I cecchini li hanno soltanto i ‘cattivi’.

 

Forze armate libiche, ma nel 2014.
Forze armate libiche, ma nel 2014.

 

Per gli Stati Uniti, prossimo impegno a convincere il Congresso sulla missione, obiettivi e risultati possibili, senza rischio pantano. Difficile muovendosi in uno scenario instabile con partner locali, le varie milizia libiche, di cui sono ben note le rivalità e contrasti. Poi il problema alleati internazionali. Gli americani quanto e come di impegneranno? Le forze di terra soprattutto europee? In Italia problemi e dubbi. Roma vuole un ‘ruolo guida’, ma insiste sulla necessità della richiesta da parte del governo di unità nazionale. Solo col Sì di Tobruk, e senza dover bombardare, dice l’Italia politica, ad evitare pericolosi bis passata memoria coloniale.

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