giovedì 23 maggio 2019

C’ERA UNA VOLTA
Ambasciatore e giornalista
donna di grinta e di destra

Attenti a non sbagliare! Rubrica di storia e non di attualità. Non confondere minacce diplomatiche di oggi con la storia di Ann Clare Boothe Luce, ambasciatore Usa in Italia tra il 1953 e il 1956: prima donna a questo rango a Roma, la sua presenza sulla scena politica italiana non passò inosservata

Ann Clare Boothe Luce, (1903-1987) fu ambasciatrice degli Stati Uniti in Italia tra il 1953 e il 1956: oltre ad essere stata la prima donna a rivestire questo rango a Roma, la sua attiva presenza sulla scena politica italiana non passò inosservata.

 

 

Ann Clare Boothe Luce, ambasciatore Usa in Italia
Ann Clare Boothe Luce, ambasciatore Usa in Italia

 

 

La carriera di giornalista negli Usa l’aveva già portata a detenere posizioni di spicco. Nel volgere di un decennio, dal 1935 al 1945, diresse periodici di enorme diffusione come «Vanity Fayr» e assunse un ruolo di primo piano nel giornalismo di guerra, non solo intervistando i generali Douglas McArthur o Harold Alexander, ma anche personalità politiche come Chiang Kai-Shek o Jawarlai Nehru.

Gli articoli esercitarono influenza su ambedue le sponde dell’Atlantico e a subirne l’effetto fu il generale inglese Claude Auchinlek, comandante in Medio Oriente nell’estate del 1942. Auchinlek, veterano della Prima Guerra in Mesopotamia, provenendo dai ranghi dell’esercito indiano, aveva conservato l’abitudine anglo-coloniale di tenere vari attendenti a propria disposizione.

 

 

La giornalista Luce incontra Chiang Kai-Shek
La giornalista Luce incontra Chiang Kai-Shek

 

Un tagliente articolo di Clare Luce ne criticò la vita al Cairo tra eccessive comodità e troppo lontano dal fronte. Auchinlek passò ad altro incarico, ma Churchill ammise in seguito che più dei carri armati di Rommel che avevano sfondato le linee inglesi, l’imbarazzo maggiore era sorto per quell’articolo. La guerra insomma doveva essere guerra per tutti e Clare non faceva sconti a nessuno, tanto meno a un inglese.

Nel frattempo, continuando la sua attività giornalistica, era stata eletta al Congresso tra i repubblicani e -nonostante la guerra- non risparmiò attacchi all’amministrazione Roosevelt, anticipando la politica isolazionista degli Stati Uniti. Nell’aprile-maggio 1945 si trovava in Germania a seguire le fasi finali della guerra e -più o meno come fece un altro soldato come il generale Patton- sentì il dovere di mettere in guardia i suoi connazionali da una possibile Terza Guerra mondiale con l’Unione Sovietica.

 

 

La militante repubblicana col presidente Usa Eisenawer
La militante repubblicana col presidente Usa Eisenhower

 

Dopo un curriculum così vivace la nomina a Roma da parte del presidente Eisehower sarebbe potuta sembrare una fase di tranquillità o di meritato riposo, ma non fu così: la sua presenza in Italia si notò e non solo per le numerose schermaglie con i consueti nemici, ma anche per lo zelo nel sostenere l’immagine degli Stati Uniti e dispensare suggerimenti o saggi consigli a tutti.

Ritenendo lesivo per l’immagine un film presentato alla Mostra del cinema di Venezia, fece nascere nel 1955 una polemica accesa: non si trattava di un prodotto del realismo socialista, ma del film americano «Blackboard Jungle» (Il seme della violenza, nella versione italiana) che avrebbe poi consacrato a futuri successi il giovane Sidney Poitier.

 

 

La candidata ambasciatrice Luce con l'allora vice presidente Richard Nixon
La candidata ambasciatrice Luce con l’allora vice presidente Richard Nixon

 

In mezzo a queste attività riuscì ad intrattenne rapporti con molti italiani, primo Indro Montanelli, che in breve divenne una sorta di guida locale tra le singolarità del nostro paese e – si dice – ispiratore di alcune prese di posizione dell’ambasciatrice. Memorabile fu il monito rivolto al presidente della Fiat Valletta a cambiare la linea de «La Stampa» troppo di sinistra o la «sorpresa e costernazione» espresse dopo l’elezione alla presidenza della Repubblica del democristiano Gronchi ritenuto «filosovietico».

Altri episodi si collocano tra storia e leggenda, come ad esempio l’udienza privata in Vaticano durante la quale Luce fu così generosa di consigli anche con il papa Pio XII tanto da fargli esclamare: «Signora, sono cattolico anch’io».

Potrebbe piacerti anche