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giovedì 21 Novembre 2019

Tunisia rivoluzione bis per il lavoro che non c’è

Nuova rivolta in Tunisia, non per la libertá e la democrazia, che ora ci sono, ma per il lavoro che non c’é. ‘Mi ammazzerei di lavoro, se ne avessi uno’ sta scritto su uno striscione. L’unica rivolta democratica riuscita, l’unico Paese arabo con una nuova costituzione e un Parlamento eletto

Agenzia Ansa. Le proteste popolari partite da Kasserine coinvolgono almeno 16 dei 24 governatorati nei quali è suddivisa la Tunisia, con episodi di manifestazioni violente che potrebbero compromettere la stabilità del paese. Parlamento e governo alla ricerca di soluzioni al problema della disoccupazione giovanile, soprattutto da parte di coloro in possesso di laurea o diploma, che ha causato il riaccendersi del malcontento popolare.

Tunisia ragazzina coperina 800

Nuova rivolta in Tunisia, questa volta non per la libertà e la democrazia, che ci sono, ma per il lavoro che non c’è. “Mi ammazzerei di lavoro, se ne avessi uno” sta scritto su uno striscione. Senza fare sociologia giustificante, se si vuole capire perché migliaia di giovani si arruolano nel Califfato, bisogna guardare anche alla Tunisia di oggi, l’unica rivolta democratica riuscita, l’unico Paese con una nuova costituzione e un Parlamento legittimato dal voto.

Nonostante gli sforzi e le lotte pacifiche della popolazione, nessun aiuto è arrivato da Paesi europei e dall’Europa nel suo insieme. Il turismo è crollato, come in Egitto, altro Paese stabile, pur al prezzo di sospensione della democrazia. Tra l’altro, non si tratterebbe di investimenti e aiuti a fondo perduto o di lodevoli gesti di solidarietà, ma di politica economica e di diplomazia degne di questo nome. Cioè anche nel nostro interesse.

E’ nostro interesse arginare il flusso di migranti. E’ nostro interesse arginare l’espansione del califfato. E’ interesse di nostre imprese fare crescere i Paesi della sponda sud del Mediterraneo, tanto piú se sono i Paesi meno aggrediti dalla propaganda fondamentalista, piú aperti alla cultura laica e occidentale, piú attenti ai diritti delle donne. Ma anche piú fragili e terribilmente esposti alle derive della delusione e della conversione.

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