Usa 2016 in casa dem: fantapolitica oltre Hillary

Molto lontani sulle questioni di politica interna, più vicini sulla politica estera: sono scintille a Charleston, in South Carolina, tra Hillary Clinton e Bernie Sanders nel dibattito tv sulla Nbc, ultimo faccia a faccia fra i candidati democratici prima dell’inizio delle primarie a febbraio in Iowa e nel New Hampshire, dove e’ quasi testa a testa tra l’ex segretario di Stato e il senatore del Vermont.

Come Donald Trump e Ted Cruz in campo repubblicano, sono loro gli unici protagonisti di un duello nel quale il terzo candidato democratico, l’ex governatore del Maryland Martin O’Malley, e’ ridotto ad una comparsa costretta ad elemosinare 30 secondi per dire la sua. Ma, a differenza dei due rivali Gop, Hillary e Sanders, pur usando toni accesi, si affrontano su temi concreti in modo civile e rispettoso, senza insulti o colpi bassi.

Lei, più solida e pragmatica, marcando ripetutamente la continuita’ con le politiche di Obama, dalla sanita’ alla riforma di Wall Street sino all’accordo sul nucleare iraniano. Lui, piu’ idealista, professando stima per il presidente ma sottolineando le differenze ed evocando la necessita’ di una “rivoluzione” politica.

I due candidati democratici: il Sen. Bernie Sanders e Hillary Rodham Clinton.

I due candidati democratici: il Senatore Bernie Sanders e Hillary Rodham Clinton.

Nelle primarie USA i sondaggi continuano a essere protagonisti, anche se le votazioni vere si stanno avvicinando a grandi passi. Tra due settimane appena, infatti, toccherà a Iowa e New Hampshire. Qualche volta succede che le prime votazioni forniscano indicazioni utili per prevedere il risultato finale, in altre occasioni no.

Nessuno finora si espone apertamente indicando i vincitori nei due partiti, e la ragione è sin troppo ovvia. C’è molta confusione in entrambi i campi e, a voler dar retta ai soliti sondaggi, il risultato finale sarebbe quanto meno sconvolgente.

Facciamo dunque il punto lasciandoci pure tentare dalla fantapolitica, esercizio forse sterile ma sempre stimolante per il pubblico. Sottolineando il “fanta” abbinato a “politica”, stiamo assistendo in questo momento a una radicalizzazione degli elettori su entrambe le sponde

Attenzione, però. L’elettorato ora è coinvolto fino a un certo punto, giacché impegnati risultano soprattutto i “militanti” (nell’accezione americana del termine) delle due formazioni politiche tradizionali.

La grande massa – quella che conta – è in posizione d’attesa e interverrà solo più tardi, dopo aver verificato chi può vincere sul serio e chi no. Occorre tuttavia spiegare perché sto parlando di “radicalizzazione”, il punto chiave del discorso (almeno nel momento attuale).

La situazione più nota riguarda i repubblicani. Era davvero difficile attendersi che Donald Trump acquisisse un simile vantaggio nei sondaggi. Eppure è andata proprio così. In ogni dibattito, nonostante gaffes a ripetizione e volgarità di vario tipo, sbaraglia gli avversari e fa pensare che siano dei fantasmi.

I candidasti repubblicani Donald Trumpo e Jeb Bush

I candidasti repubblicani Donald Trumpo e Jeb Bush

Si sapeva già che è un abile comunicatore, ma non fino a questo punto, ed è netta l’impressione che gaffes e volgarità siano intenzionali proprio per impressionare il pubblico. Comunque sia, è un fatto che, sinora, nessun altro candidato del GOP gli ha tenuto testa. Ecco dunque il primo elemento di fantapolitica: proviamo a immaginare che il tycoon ottenga la nomination repubblicana.

La situazione nel campo avversario è meno netta ma, in fondo, comparabile. I militanti democratici sembrano stufi di Hillary Clinton (che resta comunque favorita), e stanno manifestando gradimento per lo stagionato outsider Bernie Sanders. Quest’ultimo è un personaggio molto atipico per la scena politica USA.

Si autodefinisce “socialista” e fa abbastanza sul serio. Insiste sull’espansione del welfare, sulla necessità di avere un vero sistema sanitario nazionale, e sull’esigenza di moralizzare i finanziamenti alle campagne elettorali, dove fiumi immani di dollari scorrono senza che talora se ne conoscano le fonti.

A questo punto Hillary Clinton sembra preoccupata ed è infatti andata a caccia dei “peccati” di Sanders, scoprendo che da senatore votò a favore dell’industria delle armi. Però scheletri nell’armadio li hanno tutti e, anzi, la ex Segretario di Stato ne ha ben di più. Paradossalmente chi sembra averne meno degli altri è proprio Trump, che in pratica si sta pagando la sua campagna da solo.

Ed ecco dunque lo scenario fantapolitico di cui sopra. Alla fine della corsa arrivano – magari con il fiatone – il “socialista” Bernie Sanders e l’insopportabile tycoon Donald Trump, che incroceranno i guantoni per prendere il posto di Obama alla Casa Bianca.

Chi scrive non crede affatto a una simile eventualità e pensa, piuttosto, che emergeranno figure più in sintonia con la tradizione politica USA. Però lo scenario proposto ha un certo fascino, e in fondo pensarci non costa niente.

Altri Articoli