Interessante e al tempo stesso pesante polemica, sulle colonne del Corriere della Sera, fra Massimo D’Alema e l’ambasciatore d’Israele in Italia, il quale ha inviato una lettera al quotidiano di via Solferino per commentare alcune affermazioni dello stesso D’Alema in un’intervista sulla crisi del Medio Oriente e l’emergenza terrorismo. In buona sostanza, l’ambasciatore israeliano ritiene che D’Alema sia ossessionato da pregiudizi contro Israele e gli ricorda, fra l’altro, qualche indulgenza verso Hezbollah.
D’Alema conferma il contenuto dell’intervista, in cui, in sostanza, critica la politica d’Israele, in particolare nei territori palestinesi e sul nucleare iraniano. In questo modo, sostiene D’Alema, non si favoriscono né la pace in Palestina né un’efficace strategia contro l’Isis. Al di lá delle posizioni, resta il fatto che discutere della politica d’Israele é sempre complicato, mentre un dibattito aperto e concreto sarebbe quanto mai utile.
COSA AVEVA DETTO D’ALEMA
Doppio standard
Israele non rispetta gli impegni sottoscritti, viola le risoluzioni dell’Onu. Nel mondo arabo ciò alimenta l’odio verso l’Occidente. Il problema di alleati privilegiati, ai cui finiscono per essere sacrificati gli interessi della stabilità e della pace. Noi abbiamo bisogno di un equilibrio fra i diversi Stati e di una convivenza basata sul rispetto dei diritti umani e dei principi del diritto internazionale.
Passeggiata Hezbollah
D. La passeggiata a Beirut sottobraccio a un deputato Hezbollah.
Hezbollah è parte significativa della società libanese. Il ministro degli Esteri era un accademico espressione di Hezbollah. Il 14 agosto, giorno del cessate il fuoco, ero tra i civili che cercavano sul confine. Poi visitai i familiari dei soldati israeliani rapiti e lo scrittore David Grossman, che aveva perso il figlio. ‘Equivicinanza’, come disse Andreotti.
http://www.remocontro.it/2016/01/11/dalema-corsera-lezione-politica-estera/