martedì 25 giugno 2019

Rissa Renzi-Junker
commedia o problemi?

Forte dissenso fra Roma e Bruxelles. Gli esami non finiscono mai per l’Italia e non cominciano mai per la Germania. Ma è solo quello? Europa vicina all’implosione. Schengen, i muri nell’Est, i flussi migratori. Forze centrifughe, nazionalismi, la Gran Bretagna. Ma la Mogherini esiste?

Lo scontro polemico fra Renzi e Juncker è analizzato da molti commentatori come un forte dissenso fra Roma e Bruxelles. In sintesi, divergenze non nuove fra impegni italiani più o meno rispettati e regole europee più o meno condivise, più o meno applicate a senso unico. Molto probabilmente hanno ragione entrambi. Renzi a rivendicare una certa flessibilità e una maggiore considerazione per un Paese che oggi ha le carte in regola, Juncker a ricordare che un debito pubblico di oltre duemila miliardi non può garantire a priori la fiducia dei Paesi membri. Gli esami, insomma, non finiscono mai per l’Italia e non cominciano mai per la Germania.

 

 

C'eravamo tanto amati
C’eravamo tanto amati

 

 

Ci sono altri motivi di dissenso, ma il punto centrale è un altro, non voluto affrontare e nemmeno vedere per carità di “patria” europea. Il punto è che l’Europa è prossima all’implosione. La messa in discussione di Schengen, i nuovi muri nei Paesi dell’Est, la disastrosa gestione dei flussi migratori, l’incapacità di organizzare una politica di difesa e di sicurezza degna di questo nome, hanno creato una situazione favorevole alle forze centrifughe, ai nazionalismi, ai populismi, ai nuovi egoismi. E’ la logica di ognuno per sé che mortifica l’Europa, non le polemiche spesso originate da una sincera volontà di correggere norme e fare avanzare il processo.

 

 

L’ Europa non può funzionare senza il secondo pilastro dell’unione monetaria, ossia l’unione fiscale, accompagnata da una sempre maggiore integrazione politica.

L’Europa non può funzionare se le decisioni più importanti sono prese a Berlino e ratificate a Parigi, per tornaconto politico-economico, mentre tutti gli altri propongono, sollecitano, disturbano….

L’Europa non può essere seducente, se la Gran Bretagna se ne vuole andare, se l’area più ricca e progredita del mondo continua a produrre disoccupati e a non crescere.

Dalla gestione sciagurata della crisi greca in poi abbiamo assistito a una serie di errori e assenze che accelerano l’implosione.

 

 

Ognuno per conto suo. La Francia, colpita al cuore dal terrorismo, trova solidarietà a parole e per adottare misure di sicurezza interne rinvia il pareggio di bilancio al…2017. La Germania….Beh l’elenco sarebbe troppo lungo. Basta solo aggiungere che nel bene e nel male Berlino decide. Di aprire le porte a un milione di profughi, di fare fallire la Grecia, di salvare le proprie banche, di aiutare la Turchia, di appoggiare per convenienza politica gli artifici di bilancio francesi.

 

 

Decisioni prese a Berlino e ratificate a Parigi
Decisioni prese a Berlino e ratificate a Parigi

 

 

Forse è tardi persino per raccogliere i cocci. In questo quadro, difficilmente la Gran Bretagna boccerà il referendum sull’Unione. Di questo passo, le tensioni nazionalistiche saranno sempre piú forti. L’anno prossimo si vota nella Francia di Marine Le Pen e forse si voterà anche in Italia, dove ormai è testa a testa fra Renzi e Grillo…

 

E forse anche il terrorismo darà il suo cinico contributo al disastro.

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