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venerdì 18 Ottobre 2019

Al Qaeda minaccia l’Italia
‘non metta piede in Libia’

In un video, il numero due di Al Qaeda nel Maghreb, l’algerino Abu Ubaydah Yusuf al-Anabi, rievoca l’occupazione coloniale fascista, e accusa i parlamenti di Tripoli e Tobruk di aver consegnato il Paese a un nuovo ‘generale italiano che ruba, umilia i suoi uomini e viola i simboli sacri

La minaccia è roboante, come da oratoria predicatoria islamica con riferimenti alla occupazione fascista: «L’Italia romana ha occupato Tripoli», «gli invasori italiani se ne pentiranno, saranno umiliati e sottomessi». A pronunciare le minacce il numero due di Al Qaeda nel Maghreb islamico l’Aqmi, l’algerino Abu Ubaydah Yusuf al-Anabi, che non è poca cosa per la pericolosità dei suoi anatemi. La fathwua e le minacce in un video di 23 minuti diffuso all’agenzia mauritana al-Akhbar che afferma di averlo ricevuto in copia.

 

L'algerino Abu Ubaydah Yusuf al-Anabi
L’algerino Abu Ubaydah Yusuf al-Anabi

 

Dal 9 settembre, al-Anabi è nella lista dei ‘terroristi globali’ compilata dal Dipartimento di Stato americano, che ha fatto scattare il blocco di ogni sua proprietà o interesse negli Usa e il divieto di operare transazioni con lui. Al-Anabi veniva descritto come membro di Al Qaeda nel Maghreb, ‘leader del consiglio dei notabili dell’organizzazione e capo della sua struttura media’. Nel 2015, lo stesso al-Anabi, in un altro video, esortava al conflitto armato contro gli interessi francesi nel mondo, in risposta all’intervento della Francia in Mali.

 

 

Per al-Anabi, quello in corso in Libia è un complotto, a partire dall’accordo per un governo di unità nazionale firmato dai rappresentanti dei parlamenti di Tripoli e Tobruk. Stando al terrorista, un generale italiano, di cui non fornisce altri dettagli, ‘È a capo di un governo fantoccio di cui fa parte gente della nostra razza che ha venduto la sua religione’. L’esempio citato è quello di Paul Bremer in Iraq, ‘dopo la campagna criminale di George Bush, per non parlare di come il suo compagno di crimini Donald Rumsfeld ha insozzato Baghdad’.

 

 

Va bene l’Italia fascista e va bene Brennan in Iraq, ma il solo generale italiano che oggi bazzica da quelle parti è Paolo Serra, nominato dal segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon senior advisor del nuovo inviato in Libia Kobler per le questioni di sicurezza. Salvo altre presenze a noi nascoste. Ma al-Anabi, non fornisce dettagli ma solo anatemi. Secondo lui ‘l’Occidente crociato’ ha assistito al ritorno dei musulmani alla loro religione, ha preso atto del loro desiderio ostinato di applicare la Sharia è tornare a occupare quei territori.

 

Il ministro Gentiloni e il generale Piero Serra
Il ministro Gentiloni e il generale Paolo Serra

 

‘È una guerra crociata contro l’Islam e la vittima oggi è la Libia’. Ai libici, il terrorista chiede di ‘ordinare le fila e chiarire le divergenze’. «Gli italiani hanno occupato la vostra capitale. Fine alle vostre divergenze, serrate le file, unite le vostre posizioni. Gli occupanti italiani devono essere cacciati». Ma l’anatema non si ferma e le accuse si fanno più pesanti e sempre meno credibili: «La culla delle conquiste nel grande Maghreb consegnata a un generale italiano che ruba le sue risorse, umilia i suoi uomini e viola i suoi simboli sacri».

 

 

Gran finale, un generale italiano certo, Rodolfi Graziani, che ricoprì diversi incarichi di comando in epoca fascista e durante le guerre coloniali italiane. «Ai nuovi invasori, i nipoti di Graziani. Vi morderete le mani pentendovi di essere entrati nella terra di Omar al-Mukhtar (il combattente libico che guidò la resistenza all’occupazione italiana, ndr) e ne uscirete umiliati e sottomessi, con il permesso di Dio». Secondo alcuni analisti, il vero obiettivo del video è di sottolineare il ruolo dell’Aqmi in concorrenza con la penetrazione Isis. Speriamo.

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