• 19 Febbraio 2020

Giacarta sotto attacco Isis
Indonesia l’islam più grande

Una vera e propria azione di guerra modello Parigi nell’assalto nella capitale indonesiana. Sei esplosioni nel centro della città, zona commerciale e vicino alla sede Onu e ore di sparatorie. Almeno dieci morti dice la Cnn. La polizia parla di incursioni alle quali hanno partecipato tra i 10 e i 14 uomini armati, ma le cifre sono ancora da verificare. Quattro sospetti attentatori arrestati. Tra le vittime un cittadino olandese che lavorava per le Nazioni Unite. Secondo le prime testimonianze due kamikaze che si sarebbero fatti esplodere in un locale commerciale cercando il massacro indiscriminato.

 

Indonesia Explosion

 

Per quanto non sia stato ancora rivendicato, l’attentato – il primo attacco terroristico a Giacarta dopo quello contro gli hotel Marriott e Ritz nel 2009- segue una minaccia dell’Isis dello scorso dicembre, quando lo Stato islamico aveva preannunciato un’azione che avrebbe messo l’Indonesia «sotto la luce dei riflettori». In Indonesia, il Paese con il più alto numero di musulmani al mondo, prevale un Islam moderato ma è anche presente una frangia conservatrice, e si calcola che tra le file dell’Isis in Siria e Iraq siano presenti anche militanti indonesiani.

 

 

IL PIÙ GRANDE PAESE ISLAMICO DEL MONDO

 

L’Indonesia, Stato del sud-est asiatico composto da 17 507 isole, il più grande Stato-arcipelago del mondo. Con una popolazione di 255 milioni di abitanti è anche il più grande Paese musulmano. L’Indonesia è una repubblica democratica presidenziale. La capitale è Giacarta.

 

indonesia mappa 600

 

In Indonesia, il più grande paese islamico del mondo, i musulmani sono l’87% della popolazione ma minoranza nelle aree orientali dell’arcipelago, rispetto a indù e cristiani.

In gran parte sunniti, i musulmani indonesiani presentano un profilo abbastanza eterogeneo e si dividono innanzi tutto tra ‘tradizionalisti’ e ‘modernisti’. Nelle aree rurali le comunità islamiche di tipo tradizionalista, mente a Sumatra, nel Borneo e a Sulawesi sono presenti gruppi modernisti.

Inoltre, a Giava, i musulmani più osservanti -i cosiddetti santri- si distinguono dalla maggioranza dei giavanesi abangan, ritenuti islamizzati solo nominalmente.

 

Questa frammentazione spiega come nell’Indonesia indipendente i musulmani, pur essendo la schiacciante maggioranza della popolazione, sono stati sostanzialmente subalterni ai partiti laici.

Nella storia della Repubblica indonesiana l’eclisse politica delle formazioni islamiche si compie al tempo di Suharto, quando il nuovo regime nato dal sanguinoso colpo di stato del 1965 crea uno stato autoritario fondato sul potere dell’élite militare e si rende autonomo dalle compagini politiche, sociali e religiose che avevano avuto un ruolo di primo piano dopo l’indipendenza.

 

In questo periodo la scelta di molti musulmani di impegnarsi in attività culturali o sociali con la fondazione di scuole coraniche, di nuove moschee, la creazione di giornali confessionali e di istituti finanziari legati alle associazioni religiose.

Con la fine del regime autoritario di Suharto, nel 1998, l’effervescenza religiosa porta da un lato a una crescente partecipazione alla vita politica dei musulmani, ma dall’altro anche alla nascita di gruppi radicali e di prospettive d’azione che sfociano talvolta nel terrorismo.

 

In questo periodo si aggravano, nelle isole orientali dell’arcipelago, le tensioni interetniche e la contrapposizione tra le comunità islamiche e quelle cristiane. Il rafforzamento delle istituzioni democratiche non frena l’ostilità nei confronti delle minoranze religiose e dei musulmani moderati. Nel 2005 una fatwa condanna la tolleranza religiosa e il liberalismo, il pluralismo e il laicismo. Nei distretti a maggioranza musulmana si cerca di introdurre la sharia, per islamizzare la società aggirando le leggi nazionali.

 

Ennio Remondino

Ennio Remondino

giornalista, già corrispondente estero Rai e inviato di guerra

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