• 19 Febbraio 2020

D’Alema sul Corsera
lezione di politica estera

Arabia Saudita Iran

Conflitto di potenze che tende a degenerare in conflitto religioso. I conflitti nazionali ammettono soluzioni, quelli religiosi no. Sciiti e sunniti hanno convissuto per secoli. L’Arabia Saudita teme l’ascesa dell’Iran. E con un atto deliberato, privo di senso, ha messo a morte un chierico che non era un estremista, Nimr Al Nimr, per provocare la reazione dell’ala conservatrice del regime iraniano.

 

Scortesie incrociate

D. Nimr Al Nimr aveva avuto espressioni poco cortesi nei confronti del defunto re saudita…

Il defunto re saudita auspicava che fosse ‘schiacciata la testa del serpente’, vale a dire che venisse distrutto l’Iran sciita con le bombe atomiche. Uno scambio di espressioni poco cortesi… L’Arabia Saudita tenta di far saltare l’apertura all’Iran per restare partner privilegiato degli americani. La nuova leadership ha attitudini belliciste preoccupanti, vedi l’avventura militare in Yemen.

 

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Si sconfiggerà l’Isis?

No, fino a quando resterà questa tensione tra Arabia Saudita e Iran. I gravissimi errori Usa nella regione, dalla guerra in Iraq. L’incapace governatore Bremer che ha liquidato, con Saddam, anche lo Stato e l’esercito iracheno. Oggi alcuni capi dell’Isis sono ex ufficiali di Saddam. L’estremismo Isis ha una radice nell’islamismo più retrogrado. Non vuol dire sia un’emanazione del regime saudita. Ma.. gran parte degli attentatori delle Twin Towers provenivano dalla migliore élite saudita.

 

Netanyahu e Israele

La destra israeliana con l’espansione delle colonie, ha cancellato la prospettiva di Stato palestinese. Ne parla ancora la leadership politica che vive di aiuti internazionali. La società vede uno scenario sudafricano. Un unico Stato, in cui i palestinesi dovranno battersi per i propri diritti. Questa è la nuova Intifada. Israele, negando uno Stato palestinese, mette in pericolo la sua stessa idea di Stato ebraico.

 

Doppio standard

Israele non rispetta gli impegni sottoscritti, viola le risoluzioni dell’Onu. Nel mondo arabo ciò alimenta l’odio verso l’Occidente. Il problema di alleati privilegiati, ai cui finiscono per essere sacrificati gli interessi della stabilità e della pace. Noi abbiamo bisogno di un equilibrio fra i diversi Stati e di una convivenza basata sul rispetto dei diritti umani e dei principi del diritto internazionale.

 

Passeggiata Hezbollah

D. La passeggiata a Beirut sottobraccio a un deputato Hezbollah.

Hezbollah è parte significativa della società libanese. Il ministro degli Esteri era un accademico espressione di Hezbollah. Il 14 agosto, giorno del cessate il fuoco, ero tra i civili che cercavano sul confine. Poi visitai i familiari dei soldati israeliani rapiti e lo scrittore David Grossman, che aveva perso il figlio. ‘Equivicinanza’, come disse Andreotti.

 

Guerriglieri sciiti alleati?

Alleati no, ma combattono il nostro stesso nemico. In Siria si deve costruire un fronte anti-Isis tra il governo, i suoi sostenitori interni tra cui la minoranza cristiana, i suoi sostenitori esterni che sono la Russia e l’Iran, e i gruppi sunniti appoggiati dall’Occidente.

 

Libia cosa fare?

Disastroso intervento di Francia e Gran Bretagna; debolissima gestione da parte dell’Onu; l’Europa non doveva accettare. Estenuante mediazione tra governo di Tobruk e di Tripoli. Serviva un rappresentasse delle Nazioni Unite in grado di coinvolgere i Paesi arabi che sui diversi fronti fomentavano il conflitto. Si era parlato di Prodi. Nel frattempo Isis si è insediato sulla sponda meridionale del Mediterraneo.

 

Il ruolo dell’Italia oggi?

Non siamo tra i protagonisti. Almeno abbiamo evitato di commettere errori. Non siamo tra coloro che hanno destabilizzato, ma neppure tra coloro che cercano di rimettere insieme i pezzi. In Libia siamo stati una potenza coloniale ma non c’è un sentimento anti-italiano. Il giorno dopo che Renzi ha rivendicato un ruolo-guida in Libia, l’Onu ha nominato l’ambasciatore tedesco.

 

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Ue, cappello in mano o pugni sul tavolo?

Mai andati con il cappello in mano. L’autorevolezza di governi che ridussero il debito pubblico dal 132 al 102% del Pil. Prodi alla presidenza della Commissione. A picchiare i pugni sul tavolo ci provarono Berlusconi e Tremonti, senza grandi fortune. Renzi, anziché baccagliare con la Merkel, dovrebbe farsi promotore con i leader del socialismo europeo di una nuova politica. Dov’è il piano di investimenti Juncker?

 

Socialisti ruota di scorta

In tempi di rivolta anti establishment, i socialisti rischiano l’isolamento coi loro antichi avversari, e in posizione subordinata. Dialogare con i movimenti. Che possono venire deviati a destra in nome dell’antipolitica. Ma possono essere declinati a sinistra. Interessanti il nuovo governo portoghese e la scelta del socialisti spagnoli, che respingono le pressioni per una grande coalizione con i popolari e dialogano con Podemos.

Ennio Remondino

Ennio Remondino

giornalista, già corrispondente estero Rai e inviato di guerra

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