• 28 Febbraio 2020

La Turchia che fu laica
il venerdì prega in ufficio

Una Turchia di sempre più vaste e discusse ambizioni politiche e di sempre più accentuati caratteri islamici quella del presidente Erdogan. E il premier Ahmet Davutoglu -l’esecutore- pronto a varare una legge che legalizzerà il diritto a pregare il venerdì negli uffici pubblici. Orazioni a carico dello Stato. Una cosa fino a qualche anno fa impensabile nella Turchia laica voluta da Mustafa Kemal Atatürk, sul modello occidentale.

 

iSTANBUL VELO fb

 

Per la Turchia è stato un inizio di anno poco divertente. Dopo gli aumenti sulle sigarette e gli alcolici, adesso sono arrivate anche le parole del premier Ahmet Davutoglu, pronto a varare una legge che legalizzerà il diritto a pregare il venerdì negli uffici pubblici. Una cosa fino a qualche anno fa impensabile nella Turchia fondata da Mustafa Kemal Atatürk, musulmana di credo, ma con codici e stile di vita ispirati all’Occidente.

 

 

Davutoglu afferma che il provvedimento non cambierà l’orario di lavoro, ma semplicemente darà a chi lo desidera la possibilità di andare a pregare. Ed è proprio questo il problema. Il privilegio di chi potrà fare pausa di preghiera, ma ciò renderà molto più riconoscibile chi non è credente o praticante. A favorire un 2016 islamicamente virtuoso, anche l’inasprimento delle tasse su tabacco e alcolici, pratiche peccaminose e costose.

 

 

Il quotidiano islamico Yeni Akit ovviamente esalta la decisione, mentre molti timori rispetto alla laicità dello Stato turco vengono espressi da Hurriyet e Cumhuriyet, i quotidiani più liberi rimasti nel Paese dove la stretta sulla libera informazione si sta facendo sentire. Timori che la decisione del governo favorisca discriminazione o diventi sollecitazione indiretta all’indottrinamento. Insomma, una Turchia sempre meno laica.

 

 

Su La Stampa, Marta Ottaviani, da Istanbul ricorda che quella del venerdì di preghiera è richiesta antica dell’Akp, il partito di Erdogan. Anni fa Bulent Arinc, uno dei dirigenti Akp, aveva chiesto che il venerdì fosse giorno festivo nel parlamento, incassando un secco No e un ammonimento dalla magistratura e dai militari. Con i due grandi poteri dello stato kemalista oggi indeboliti o controllati, Erdogan e i suoi sembrano avere gioco facile.

 

 

L’obiettivo sembra quello di cambiare le abitudini della gente nella vita quotidiana e di rendere più religiosi i costumi del Paese. Esempio, il richiamo di Erdogan a fare almeno tre figli e, quattro anni fa, il tentativo di cambiare la legge sull’aborto. La stessa scelta fiscale sull’ennesimo aumento delle tasse sul tabacco e sugli alcolici. Un modo per fare cassa, ma soprattutto per disincentivare abitudini non proprie dei musulmani devoti.

 

'ISTANBUL VELO cop

 

Una Turchia sempre più religiosa e sunnita quella che il mondo sta via via scoprendo. Sulla partita tra Arabia Saudita e Iran Erdogan si schiera apertamente con Riad. Le esecuzioni affare interno saudita. Tutto colpa di un piano -una trama- contro il mondo musulmano che mira a provocare lo scontro tra sciiti e sunniti. Contro Teheran i silenzi per i massacri del regime siriano di Assad o sulle migliaia di persone condannate a morte in Egitto.

Ennio Remondino

Ennio Remondino

giornalista, già corrispondente estero Rai e inviato di guerra

Read Previous

Bomba H coreana e Pechino
manovre nel Mar Cinese

Read Next

Twitter in crisi
allunga i cinguettii