• 24 Febbraio 2020

Quel fanfarone atomico di Ciccio Kim dalla Corea

Dunque, la Corea del Nord ha annunciato al mondo di aver condotto con successo un test con una bomba nucleare all’idrogeno. L’esplosione nucleare c’è stata, ma probabilmente a Pyongyang fanno i furbi e millantano un già sperimentato ordigno atomico in una nuova e più micidiale bomba all’idrogeno. Resta il fatto che quel Paese governato come noto nel mondo, possiede e sperimento ordigni nucleari in barba alle diffide Onu.

Kim cop fb

Una speaker sulla tv nordcoreana ha detto che Pyongyang ha testato una bomba all’idrogeno miniaturizzata, elevando “la potenza nucleare del paese al livello successivo e fornendolo di un’arma per difendersi contro gli Stati Uniti e gli altri suoi nemici”. Sempre la tv afferma che il test è stato un ‘perfetto successo’. La bomba all’idrogeno è molto più potente di quelle nucleari tradizionali all’uranio e molto più difficile da realizzare.

Il test, se confermato da esperti stranieri, sarà un forte incentivo per nuove sanzioni contro la Corea del Nord da parte dell’Onu e peggiorerà le già cattive relazioni del paese con i vicini. Pyongyang ha già alcune rudimentali bombe nucleari. Nel 2012 ha detto di aver mandato nello spazio un satellite con un missile pluristadio. Secondo gli esperti, questo missile potrebbe essere utilizzato anche per il trasporto a lungo raggio di testate nucleari.

Dopo l’annuncio della Corea del Nord è stato convocato per oggi il Consiglio di sicurezza dell’Onu “a porte chiuse”. Le autorità sudcoreane e il Servizio geologico americano avevano rilevato un sisma di magnitudo 5.1 a 49 km a nord di Kilju, l’area dei test nucleari nordcoreani. Secondo Seul il sisma era di origine artificiale. La bomba potrebbe essere atomica e non all’idrogeno. Lo sostengono gli 007 di Seul che hanno informato le autorità sudcoreane.

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FIN CHE ALLA CINA SERVE

Una Pyongyang bellicosa ma mai minaccia concreta, sino a ieri. Per evitare un conflitto nel giardino di casa, la Cina dovrà presto tornare ad occuparsi dello scomodo vicino di casa, e fare da mediatrice tra il regime di Kim Jong-un, Seoul e Washington.

“Nessun paese dovrebbe gettare nel caos una regione o il mondo intero per i propri interessi”, avava dichiarato tre anni fa il presidente cinese Xi, lanciando un esplicito monito alla Corea del Nord durante il discorso per la Conferenza annuale del ‘Forum for Asia’ per l’integrazione economica tra i paesi asiatici e favorirne lo sviluppo.

Ma pare che Kim Jong-un non abbia recepito il messaggio. Lenta ma inesorabile, la tensione sale nella penisola. Con la Ciorea del Sud che accentua il pericolo. Secondo Seul Pyongyang potrebbe lanciare in qualunque momento missili di medio lunga gittata capaci di raggiungere la base militare americana di Guam. Oltre che obiettivi sul territorio sudcoreano.

Il governo di Pechino ha manifestato altre volte il suo dissenso, in particolare quando ha votato a favore delle sanzioni Onu. Ma la storica alleanza con la Corea del Nord è per Pechino sempre più) scomoda, ma comunque necessaria. I pro più dei contro. Pyongyang tiene lontano gli americani dai confini della Rpc e pertanto va sostenuta. Ma fino a che punto?

Ma se il giovane e incontrollabile leader nordcoreano volesse andare fino in fondo? Problema nel problema. Il crollo di Pyongyang potrebbe portare a una grande “penisola sudcoreana” al servizio di Washington e questo non piace a Pechino. Ricondurre alla ragione il capriccioso Kim? Il fatto è che a Pechino fa comodo una Pyongyang antipatica, che si frapponga tra Cina e Usa, ma che non alzi la tensione al punto da dover imbracciare i fucili. O premere un bottone.

Sperando che Ciccio Kim lo abbia capito.

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Ennio Remondino

Ennio Remondino

giornalista, già corrispondente estero Rai e inviato di guerra

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