giovedì 18 luglio 2019

Obama contro le armi
ma Trump spara

Stretta di Obama sulla diffusione incontrollata delle armi negli Stati Uniti. Il piano in 10 punti contro le pistole facili: i venditori dovranno avere un’apposita licenza anche per l’attività online e condurre controlli sugli acquirenti. Donald Trump: ‘Annullerò il decreto’

Promessa fatta e impegno mantenuto, o quasi. Barack Obama dà seguito a quanto promesso il primo giorno dell’anno avviando consultazioni per porre limiti severi alla vendita di armi da fuoco negli Stati Uniti. Almeno ci prova. Ma prima di vedere cosa sta progettando la Casa Bianca, subito il No secco del candidato Presidente repubblicano Donald Trump. ‘Se diventerò presidente annullerò il decreto’, minaccia.

 

Donald-Trump-President-Barack-Obama fb

 

 

Vertice alla Casa Bianca

Riunione degli stati generali ieri alla Casa Bianca contro la circolazione selvaggia di fucili e pistole: il ministro della Giustizia, il direttore dell’Fbi, James Comey, e il numero due del Bureau of Alcohol, Tobacco, Firearms and Explosives Deputy Director Thomas E. Brandon. Nel nostro pomeriggio l’annuncio ufficiale dalla East room di Pennsylvania Avenue di Washington. Il giorno dopo la Befana il presidente in diretta tv a un dibattito dedicato proprio al controllo delle armi, in coincidenza del secondo anniversario dell’attentato alla deputata Gabrielle Giffords.

 

 

America a mano armata

Dopo le continue stragi da parte di squilibrati che si procurano armi da guerra con una facilità folle. Di fronte all’inerzia del Congresso, pesantemente influenzato dalla potente lobby dei produttori di armi, Obama si è deciso a realizzare lo stesso la riforma, scavalcando Capitol Hill e usando i suoi poteri esecutivi: “Le decisioni che mi appresto a prendere – ha sottolineato – sono pienamente nell’ambito della mia autorità legale e in linea con il principio del secondo emendamento della costituzione”, che garantisce il diritto di ogni americano a possedere un’arma. Polemica aperta.

 

 

Partita elettorale aperta

La tensione con i repubblicani e con le lobby di costruttori, venditori e possessori di pistole e fucili sale alle stelle. Mentre il tema infiamma inevitabilmente la campagna elettorale per le presidenziali, con Hillary Clinton che appoggia l’azione della Casa Bianca e Donald Trump che spara a zero su Obama, lanciando la sfida: se diventerà presidente – promette – annullerà il decreto o i decreti che il presidente si appresta a varare, considerati dal tycoon un vero e proprio ‘assalto al secondo emendamento’. A sostegno della campagna anti armi e della moglie, l’ex presidente Bill Clinton.

 

 

Piano in 10 punti

Ma la Casa Bianca si mostra tranquilla: ‘Ci aspettiamo che i provvedimenti vengano contestati sul piano legale ma siamo fiduciosi che queste misure resisteranno all’eventuale esame di una Corte’. Un piano in dieci punti basato sul potenziamento dei controlli preventivi anche sulla salute mentale. Al centro i rivenditori di armi da fuoco obbligati ad avere una licenza, con l’obbligo di condurre controlli sugli acquirenti. Più controlli da parte dell’Fbi e un finanziamento da parte del Congresso di 500 milioni di dollari per affrontare il problema anche sul piano della salute mentale.

 

armi donna sito

 

 

355 stragi nel 2015, ecco le più gravi

2015, anno di sangue: la sparatoria di San Bernardino è stata la 355esima dall’inizio di gennaio. Le cifre sono state rese note dal Washington Post sulla base di calcoli fatti da siti che tengono il conto di eventi criminosi in cui quattro o più persone sono rimaste uccise o ferite, killer compreso

 

30 MARZO: Cerca di sfondare il cancello della sede della Nsa.

 

4 MAGGIO: Sparatoria alla mostra di vignette di Maometto in Texas con due morti. L’attacco è rivendicato dall’Isis.

 

18 GIUGNO: Strage nella chiesa degli afroamericani a Charleston, dove un ragazzo bianco

uccide 9 persone.

 

16 LUGLIO: Spari in due centri militari a Chattanooga in Tennessee. Cinque morti.

 

24 LUGLIO: Sparatorias in un cinema a Lafayette, in Louisiana. Due persone uccise e altre sette ferite prima del suicidio dello sparatore.

 

26 AGOSTO: La reporter di un’emittente locale di Ranoke, in Virginia, e il suo cameraman, finiscono vittime di un ex collega. La loro morte è in diretta: l’uomo li ha attaccati mentre stavano realizzando una telecronaca.

 

1 OTTOBRE: Strage nel campo universitario dell’Umpqua Community College a Rosenburg, in Oregon, dove al termine della sparatoria si contano 15 morti.

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