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mercoledì 16 Ottobre 2019

Terrorismo e allarmismo. In mezzo c’è la stupidità

I titoli che svelano: più sono categorici, più la notizia è incerta. ‘Terrorismo, allerta attentati in Ue’. ‘Sventato maxi-attacco a Sarajevo’. ‘Allarme dagli 007: rischio attacchi con l’uso di esplosivi o armi da fuoco’. ‘Il ministro degli Esteri Gentiloni: Lo Stato islamico colpirà ancora’. Genio!

 

Sono sempre giorni difficili questi per il giornalismo. Riscuotere attenzione oltre l’obnubilamento da troppo cibo e buoni sentimenti, rispetto a un mondo decisamente molto, troppo cattivo. E la paura terrorismo, giustificata, trova la strada della stupidità, a volte della montatura se non della menzogna.

Sarajevo antin terroptr5simo fb

La denuncia generica che tutto dice e nulla fa

Le capitali europee potrebbero essere nel mirino dei terroristi. E’ l’allarme lanciato dalle intelligence di alcuni Paesi, secondo cui possibili attacchi con l’uso di esplosivi o armi da fuoco potrebbero avvenire tra Natale e Capodanno. Lo conferma la polizia di Vienna, che ha reso noto di avere aumentato le misure precauzionali di sicurezza. Aggiungendo: “Non consideriamo necessario cancellare gli eventi in programma”. Allarme sì, ma soltanto un po’. Per pararsi ..

Sventato maxi-attacco a Sarajevo

Attacco terroristico sventato a Sarajevo, dove un gruppo di estremisti islamici stava pianificando per la fine dell’anno un attentato nel quale avrebbero dovuto perdere la vita “cento persone”. Lo ha reso noto il procuratore antiterrorismo Dubravko Campara, annunciando l’arresto di 11 persone. L’obiettivo era di piazzare una bomba sotto un’auto della polizia o in un luogo di ritrovo. Ma l’esplosivo non era stato trovato. Curioso il dettaglio delle 100 persone da uccidere.

 

Il ‘pastone’ della paura riempi spazi

Allarme in tutte le capitali europee tra Natale e Capodanno. Arriva dall’Austria nel giorno in cui la procura di Sarajevo annuncia di aver sventato un attacco che puntava a uccidere almeno cento persone la notte di capodanno. Una quasi notizia rincorre l’altra e la irrobustisce. Poi Isis torna a far sentire la sua voce. Abu Bakr al Baghdadi assicura che il suo ‘Califfato’ non ha subito conseguenze dai raid aerei della Coalizione internazionale. E minaccia anche Israele.

Oltre le parole il Papa anche il Califfo

Messaggio audio di 24 minuti da parte di Al Baghdadi, forse -impossibile verificare l’autenticità- e comunque veniamo a sapere, volenti o nolenti, che “Dio garantirà la vittoria a coloro che lo adorano, e ascoltate la buona notizia che il nostro Stato è forte. Più si intensifica la guerra contro di esso, più si fa puro e forte”. Il Califfo contro Israele a coprire una dimenticanza quasi sospetta, e se la prende anche con l’Arabia Saudita, e questa è davvero una novità politica di rilievo.

Il mio oppositore è migliore del tuo che è terrorista

Melina diplomatica a centrocampo. ‘Duro colpo ai negoziati di pace sulla Siria ancora prima del loro inizio a Ginevra, il mese prossimo’. Cosa è accaduto? L’uccisione di Zahran Allush, leader della principale organizzazione ribelle islamista nella regione. Non è buono? Mmm.. Forte di 20 mila miliziani, l’organizzazione è nemica dell’Isis, ma si ispira sempre ad un’ideologia fondamentalista ed è accusata di violenze contro gli alawiti. Ed è sostenuta dall’Arabia Saudita, per caso.

E le cose serie sfumano nella vanità

Più informazioni su Bosnia, Isis, Sarajevo, Terrorismo. Il procuratore Dubravko Campara di Sarajevo ricorda certi magistrati italiani: vanta ma non spiega. Un attentato per fare centinaia di morti, senza spiegare come. Poi Campara aggiunge che non sono state ancora trovate prove fisiche di legami degli arrestati con l’Isis, ma nelle casa dove si riunivano sembra campeggiassero bandiere dello Stato Islamico. Vicende datate tra il 19 novembre e il 22 dicembre che maturano verso Capodanno?

sarajevo-culture-7 fb

Le sparate oscurano le cose serie

I Balcani sono da sempre i punto di arrivo e partenza per tutti i combattenti che vogliono unirsi allo Stato Islamico: la Bosnia, subito dopo il Kosovo, rappresenta terreno fertile per il fondamentalismo e crocevia del passaggio dei combattenti stranieri diretti a Mosul o a Raqqa. Campi d’addestramento di estremisti islamici a soli 250 km da Belgrado e in alcune città e villaggi come Gornja Maoca, nel nord est del Paese, dove sventolano le bandiere dell’Isis. Queste sono cose serie.

 

 

 

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