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lunedì 16 Dicembre 2019

Maltempo si spera

Giardini fioriti a New York, sull’Artico ottocentomila chilometri quadrati di banchisa polare in meno rispetto alla media, Alpi senza innevamento, gerani e nasturzi ancora in fiore sui balconi delle città prese nello smog di aria stagnante, quasi l’atmosfera mefitica della Pechino in fotografia

Da questo Natale di temperature assurde, la migliore denuncia possibile sui cambiamenti climatici che minacciano il pianeta e di cui si discute da tempo senza troppo fervore ambientalista.

 

Luca Mercalli su La Stampa ci racconta che questo Natale chiude un 2015 che conquista il primo posto nella classifica degli anni più caldi della storia della meteorologia, o almeno, dal 1850, da quando si sono misurate seriamente le temperature.

 

 

Natale 2015 a New York
Natale 2015 a New York

 

Per la verità, in Europa si tratta invece del secondo caso, appena inferiore al 2014; una gara sul filo di lana che sarà decisa da questi pochi giorni che ci separano dalla fine d’anno. Questi i dati dell’ Organizzazione Meteorologica Mondiale, ma Luca Mercalli aggiunge una spiegazione.

 

Effetto della combinazione tra il riscaldamento globale che prosegue la sua lenta ma inesorabile avanzata e un ‘antipatico El Nino’, l’anomalo aumento periodico della temperatura superficiale del Pacifico meridionale. Ed abbiamo superato la soglia non solo psicologica di un grado tondo al di sopra della media globale.

 

Pensare che alla conferenza sul clima di Parigi a dicembre si è deciso con tanta fatica e tanta diplomazia e qualche promessa azzardata, di contenere a due gradi la crescita della temperatura del pianeta entro il 2100.

E il mondo un grado se lo è già consumato in un colpo di caldo Natale.

 

 

 

‘In un mondo dove il clima si modifica incalzato dalle emissioni del complesso energetico fossile -industria, riscaldamenti, accusa Mercalli- gli eventi estremi, soprattutto quelli termici, si fanno via via più frequenti’. Insomma, aumenta la variabilità, ‘alternando situazioni di segno opposto che mettono sotto stress l’agricoltura, il turismo, la produzione energetica, i trasporti’.

 

Ricordate lo scarso anno? ‘Alle piogge interminabili dell’estate italiana 2014 sono seguiti quest’anno i calori tropicali del luglio più caldo degli ultimi due secoli e poi una siccità su novembre-dicembre che seppure non ancora da record rientra nel novero di quelle più insistenti’.

 

 

 

Anticiclone subtropicale sull’Europa meridionale su di noi ancora fino a San Silvestro.

Solo nei primi giorni del 2016 un po’ di benedetta d’aria fredda in arrivo dai Balcani. E poi vedremo, aggiungono i metereologi.

 

Monito finale di questa insolita cronaca alla ‘Bernacca’ (per chi, datato, ricorda il primo ancora metereologo televisivo in bianco e nero).

 

 

Il metereologo Luca Mercalli
Il metereologo Luca Mercalli

 

Occupiamoci di smog e di ambiente prima che questi ci prendano alla gola.

A quando -si chiede Mercalli- la diffusione incentivata delle auto elettriche e del telelavoro?

A quando una società libera dall’energia fossile -niente carbone e petrolio- come Danimarca e Austria stanno tentando?

E le alluvioni che presto succederanno alla attuale siccità?

 

La conclusione di Luca Mercalli? «Il clima ti parla, ascoltalo».

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