venerdì 19 luglio 2019

Siria, guerra continua
ucciso capo dei ribelli

Raid aereo russo alla periferia di Damasco uccide uno dei più potenti capi ribelli. Zahran Alloush, capo del gruppo ‘Esercito dell’Islam’. Isis libera 25 cristiani assiri prigionieri da quasi un anno in cambio di un riscatto. In Iraq ancora battaglia a Ramadi tra jihadisti ed esercito

Zahran Alloush, capo del gruppo ‘Esercito dell’Islam’, una delle formazioni più potenti tra i ribelli siriani, è stato ucciso in un raid aereo che ha colpito il suo quartier generale nei sobborghi di Damasco. Lo riferiscono diverse fonti degli stessi ribelli, aggiungendo che a bombardare sarebbero stati aerei russi.

 

RIBELLE FB

 

L’Esercito dell’Islam, è il più grande dei gruppi ribelli attivi -conta su migliaia di combattenti addestra- ed è considerato quello meglio organizzato. Il gruppo controlla la zona di Ghouta, alla periferia di Damasco, e propone di un proprio Stato Islamico. Secondo fonti di intelligence occidentale avrebbe fra 15mila e 20mila combattenti. Nei giorni scorsi il gruppo aveva partecipato anche al summit di Riad per la nascita della coalizione a guida saudita in chiave anti-russi.

 

 

Spionaggio. I ribelli riferiscono che Alloush è stato ucciso durante una riunione con altri leader ribelli in un sobborgo di Damasco. Missione mirata contro si lui. La morte di Alloush è un duro colpo per il controllo dei ribelli dell’area suburbana orientale nota come Ghouta. Esperti della difesa sostengono che il fatto potrebbe favorire il controllo governativo sul resto dell’area. Sarebbero diversi i leader ribelli uccisi da quando la Russia ha avviato una campagna di raid aerei in Siria.

 

 

Scudi umani. Al gruppo islamista ‘Jaish al Islam’, viene attribuita la responsabilità di aver catturato decine di civili alawiti, la corrente religiosa di Assad, li ha messi in gabbie e fatti sfilare nel sobborgo di Ghouta. Testimoni hanno parlato di 100 gabbie, con «circa 7 civili, compresi donne e bambini per ogni gabbia». Altre immagini mostravano gabbie poste sopra i tetti della case. Gli islamisti hanno voluto esibire gli ostaggi come scudi umani contro i bombardamenti dell’aviazione governativa.

 

scudi umani  sito

 

Fronte iracheno, infuria la battaglia a Ramadi. Le forze di sicurezza di Baghdad, nel quarto giorno di offensiva, avrebbero il controllo solo del 50% del quartiere amministrativo della città a ovest di Badghad. Si combatte strada per strada. Nell’offensiva sarebbero impiegati circa 10 mila uomini tra esercito iracheno, milizie sciite, tribù sunnite fedeli al governo di Baghdad e Peshmerga curdi. «Una volta presa Ramadi, riconquisteremo Mossul», afferma il premier iracheno al-Abadi un po’ affrettatamente.

 

 

Ostaggi. Lo Stato islamico ha liberato nel nordest della Siria 25 ostaggi assiri cristiani in cambio del pagamento di un riscatto. I liberati appartengono al gruppo di oltre 200 assiri rapiti dall’Isis a febbraio. Lo scorso gennaio i jihadisti avevano liberato altri 25 assiri nella provincia di Hasaka dopo che la Chiesa assira dell’est aveva pagato un riscatto, secondo quanto aveva rivelato allora a Efe il comandante del Consiglio militare siriaco siriano, Kino Gabriel.

 

 

L’ Onu e i jihadisti. Grazie ad un accordo raggiunto con la mediazione dell’Onu, circa duemila jihadisti, compresi militanti dell’Isis e di Al Nusra, dovrebbero essere evacuati dal campo profughi palestinese di Yarmuk, sobborgo a sud di Damasco, dove sono assediati. Lo afferma la televisione di Hezbollah in Libano. Evacuati dal campo profughi palestinese di Yarmuk e dalla zona di Hajar al Aswad -già roccaforte dello Stato Islamico- per trasferirli in altre zone sotto il controllo del Califfato e di altri gruppi radicali.

 

 

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