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sabato 18 Gennaio 2020

Roma che non giubila
Dietro la vetrina i guai

La città che aspetta, disillusa, tra indifferenza, paura, buche e metro in ritardo. Una città convinta che questo Giubileo porterà poco o nulla di utile. Anzi, terrà lontano un bel po’ di turisti. E gli intervento straordinari ancora in corso rincorrono i non moltissimo pellegrini

 

Roma, città aperta

 

A 300 metri da San Pietro, in piazza della Rovere, il cantiere ha aperto assieme al Giubileo, ci racconta l’agenzia Ansa. Gli operai stanno sistemando solo i marciapiedi perché rifare il manto stradale vorrebbe dire bloccare mezzo Lungotevere.

 

Dall’altra parte del Tevere, in via del Banco di Santo Spirito dove secondo i piani del Vaticano dovrebbe passare il flusso di pellegrini diretti a Castel Sant’Angelo e, di lì, a via della Conciliazione, l’unica cosa finita sono le recinzioni che delimitano l’intera strada.

Niente asfalto, niente mezzi al lavoro, una macchina parcheggiata in mezzo al cantiere.

 

 

Il Giubileo della Misericordia si porterà forse via i guai dell’anima ma non quelli della città che senza essere stata consultata lo ospita.

Dietro la vetrina di via della Conciliazione, dove è operativa la macchina organizzativa vaticana e dove l’Italia ha schierato centinaia di uomini, troviamo la metropoli di sempre che Matteo Guidelli -sempre Ansa- così sintetizza:

«Disillusa e disincantata, disfattista e lagnosa, indifferente ai papi come ai barbari e agli eserciti che nei secoli l’hanno dominata e pure distrutta. Impegnata, soprattutto, a districarsi nel traffico dello shopping natalizio».

 

 

GIUBILEO: ROMA IN ATTESA, MA DIETRO VETRINA SOLITI GUAI

 

 

Il turismo sacro ha paura

 

Una città convinta, tra l’altro, che questo Giubileo porterà poco o nulla di utile. E, anzi, terrà lontano un bel po’ di turisti.

“Abbiamo le prenotazioni in calo del 10% sia a Natale sia a Pasqua -dicono alla Domus Sessoriana, una ‘casa per ferie’ con vista sulla basilica di San Giovanni e le camere ricavate dalle celle del monastero annesso alla basilica di Santa Croce in Gerusalemme- e ad oggi di 70 camere ne abbiamo prenotate soltanto 15”.

 

Dietro l’albergo c’è l’altra Roma, quella che in queste occasioni o si nasconde sotto al tappeto o si fa finta di non vedere, purché sia lontano dal centro della città e dalle telecamere delle tv internazionali.

C’è il mercato abusivo degli zingari che è appena al di là delle mura Aureliane, in piena attività, con merce di ogni tipo, rubata o recuperata dai cassonetti.

C’è Milko il bulgaro, che con 3 euro taglia barba e capelli in mezzo alla strada a porta San Lorenzo, due passi dalla stazione Termini e da un posto di blocco della polizia.

 

 

GIUBILEO: ROMA IN ATTESA, MA DIETRO VETRINA SOLITI GUAI

 

 

Pullman e pellegrini

 

Anche il parcheggio per i pullman turistici al terminal Gianicolo, sopra al Vaticano, è vuoto.

“I pellegrini? Sono pochi, molto pochi – dice il cassiere – speriamo arrivino per Natale”.

 

 

Intanto nella ‘tana per topi’, se un pullman esce e uno entra, si blocca tutto; non c’è aria, si respira benzina, non ci sono uscite di sicurezza”. Quel che si vede chiaramente è che l’ultima verifica sugli estintori e del luglio 2014, un anno e mezzo fa.

 

A piazza San Cosimato, nel cuore di Trastevere, il Giubileo è già lontano anni luce, nonostante da qui al Vaticano c’è un chilometro scarso.

 

“Ce lo potevamo pure risparmià, sto Giubileo -detto in romanesco- Se poi ce metti che ce sta pure la paura degli attentati, qua c’è sempre meno gente”.

 

 

GIUBILEO: ROMA IN ATTESA, MA DIETRO VETRINA SOLITI GUAI

 

 

Paura senza misericordia

 

Già, la paura. Alla fermata della metropolitana di Ottaviano, la più vicina a San Pietro, la vedi negli occhi della gente: escono da sottoterra e si trovano davanti i militari con i mitra spianati.

Lo sanno tutti che sono lì per garantire sicurezza, ma l’effetto è quello opposto.

Così si voltano dall’altra parte e sperano che non tocchi a loro.

 

 

Al capolinea della metropolitana Roma-Lido, invece, i due militari che gironzolano per la stazione passano praticamente inosservati tra le decine di pendolari, immigrati, studenti che escono ed entrano dai treni a testa bassa.

E’ cambiato qualcosa con l’inizio del Giubileo?

Se ti dice bene il treno passa in orario.

‘Oggi solo 20 minuti di ritardo. Giubilo’.

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