• 19 Febbraio 2020

Vocabolario jihadista
di pronto impiego

 

Partiamo dal facile facile, come si fa (o si dovrebbe fare) a scuola. E Partiamo dal soggetto della nostra attenzione e della paranoia del mondo.

 

 

Daesh

O Daa’ich o Daech. Dall’acronimo arabo ‘al-Dawla al-Islamiya fi al-Iraq wa as-Sham’, Stato Islamico in Iraq e nel Levante.

Ma di fronte a uno di loro pare sia sconsigliato usare questa definizione, e qui vale l’arabista che ci consiglia.

Può essere considerato un insulto dai sostenitori del Califfato visto che, a seconda di come viene coniugato, ‘daesh’ può significare anche ‘calpestare’ o ‘schiacciare’.

Forse è per questo che alcuni governi arabi, maliziosamente, insistono affinché anche gli occidentali adottino questo appellativo piuttosto che il più accattivante, per loro, ‘Stato Islamico’, che poi dà la pessima idea che l’organizzazione di Al-Baghdadi sia una entità statuale.

 

 

ISIS o ISIL

Acronimo inglese per ‘Stato Islamico in Iraq e nel Levante’, dove, per Levante, s’intende la regione storica della grande Siria.

Isis o Isil, hanno una infanzia nominale travagliata.

Nascono come AQI, Al Qaeda in Iraq, sotto la guida di Abu Mus’ab al-Zarqawi, e si fanno adolescenti come ISI, Stato Islamico in Iraq, sotto la guida di Abu Ayyub al-Masri.

Diventano adulti Isis /Isil, a fine 2013 sotto il comando di Abu Bakr al-Baghdadi, quando la formazione jihadista ha esteso le proprie mire espansionistiche dall’Iraq alla Siria.

 

dabiq_12 fb

 

Dabiq

Rivista propagandistica dell’ISIS in lingua araba e inglese, diffusa via web.

Il primo numero risale al luglio 2014.

Il nome del magazine fa riferimento all’omonima località nella Siria settentrionale, Dabiq, che è menzionata in un ḥadith, un racconto sulla vita del Profeta, di Muslim ibn al-Hajjaj al-Naysaburi, uno dei massimi tradizionisti musulmani.

Secondo questa tesi, a Dabiq avverrà l’apocalittico scontro finale tra musulmani e miscredenti, che sancirà il trionfo definitivo dell’Islam sulla Terra.

 

 

Wilaya

Provincia, intesa sia come territorio sia come amministrazione.

Indica le località che sono entrate a far parte dello Stato Islamico, sia quelle conquistate in territorio siro-iracheno, sia quelle fuori dai confini del Califfato dove sono attivi gruppi jihadisti che hanno dichiarato fedeltà al Califfo.

Ad esempio la Provincia del Sinai in Egitto o quella di Barqa in Libia.

 

 

Khilafa

Califfato. È la forma di governo istituita da Abu Bakr Al-Baghdadi in Iraq e Siria, che riproduce e si rifà ai grandi califfati della storia dell’Islam sunnita.

Il 29 giugno 2014 l’ISIS ha annunciato a Mossul l’istituzione nei territori sotto il proprio controllo di un “califfato”, con a capo Abu Bakr al-Baghdadi.

A partire da quel momento, il gruppo terrorista ha adottato la dicitura di Stato Islamico.

 

Still image taken from video of a man purported to be the reclusive leader of the militant Islamic State Abu Bakr al-Baghdadi making what would be his first public appearance at a mosque in Mosul

 

Jizia

Imposta di capitazione, tributo pro capite.

È la tassa che, nel periodo delle grandi dinastie califfali islamiche (VII-XIII secolo), i sudditi non musulmani dovevano corrispondere alle autorità musulmane in cambio di protezione (dhimma).

I cristiani, ad esempio, secondo l’ISIS possono vivere sotto il Califfato a patto che versino la Jizia.

 

 

Da’wa

Appello, invito, predicazione.

È l’attività di proselitismo ovvero di “invito” all’Islam, considerato un dovere per ogni musulmano.

 

 

Nashid

Inno o poema musicale con riferimenti religiosi. Lo Stato Islamico ne ha fatto un uso propagandistico sistematico e potente, convertendo quest’usanza tradizionale alle più moderne forme d’arte e di comunicazione, ad esempio utilizzando versi di famosi rapper e sfruttando il canale web YouTube per la diffusione dei suoi versi.

Il nashid è sempre il sottofondo dei video di propaganda dell’ISIS.

 

 

Takbir

Indica l’espressione in arabo “Allahu Akbar”, ovvero “Dio è il più grande”, impiegata in numerose occasioni per enfatizzare la fede islamica, dalla chiamata alla preghiera del muezzin dal minareto, alle cerimonie religiose e alle manifestazioni di massa.

Oggi è tristemente collegata alle esclamazioni di giubilo durante le esecuzioni e gli attentati jihadisti.

 

 

Salafiyya

Salafismo, proviene dal termine salaf ovvero ‘antenati’.

Il salafismo è un movimento ultra-conservatore dell’Islam sunnita che si rifà alle origini della predicazione maomettana.

Si divide in due grandi rami: quello quietista o purista, che predica una forma ascetica dell’Islam, e quello invece più attivo e impegnato nei moderni processi politici, come il partito salafita egiziano Al-Nour.

Di recente si è venuta a creare anche una terza categoria, quella del jihadismo salafita, per dare conto di quei gruppi ultra-tradizionalisti che hanno scelto la via delle armi e della violenza.

Rientra nell’ideologia salafita anche il wahhabismo dell’Arabia Saudita.

 

tagliagole fb

 

Kufr

Miscredenza, da cui ‘kafir’ (plurale kuffar), miscredente. Il miscredente è colui che nega l’esistenza di Dio e non crede nei suoi insegnamenti.

Si tratta di una categoria che in teoria non include cristiani ed ebrei, definiti nel Corano Ahl al-Kitab, ovvero la “gente del Libro”.

Da Bin Laden in poi il jihadismo estende il concetto di miscredenza a tutto l’Occidente.

 

 

Takfirismo

Ideologia secondo cui alcuni musulmani accusano altri musulmani di empietà o di apostasia, condannandoli a morte ed eseguendone l’esecuzione.

Takfiri è colui che aderisce a questa visione estremista.

Deriva dal termine takfir, pronuncia islamica di massima empietà che, in epoche precedenti, comportava l’ostracismo dalla comunità di appartenenza.

 

 

Shirk

Politeismo, da cui mushrik ‘politeista’.

Si riferisce a colui che commette idolatria venerando più di una divinità e contravvenendo così alla fede del monoteismo (tawhid).

Si tratta di uno dei peccati più gravi per l’Islam.

 

 

Ridda

Apostasia, da cui murtadd ‘apostata’.

Colui che rinnega la propria fede e costituisce uno tra i peccati più gravi secondo la teologia islamica.

È sanzionabile anche con la pena di morte, sebbene alcune correnti sunnite più moderate prevedano in alternativa pene come la reclusione e la semplice riflessione.

 

 

Munafiq

Ipocrita. Colui che, pur essendo musulmano, non si comporta da credente o che pur praticando l’Islam non lo fa con la fede e la convinzione necessarie.

Nell’uso comune, questo termine è affibbiato dai gruppi jihadisti e dai movimenti salafiti ai governi arabi dei loro stessi Paesi, le cui leadership sono considerate vicine all’Occidente e devianti dalla vera fede.

 

 

Taghut

Ribelle, ‘colui che supera i limiti’.

Per estensione, è usato nel linguaggio jihadista per indicare i ‘tiranni’ ovvero i governatori dei Paesi arabi che si fanno idolatrare e per questo considerati empi.

Ennio Remondino

Ennio Remondino

giornalista, già corrispondente estero Rai e inviato di guerra

Read Previous

Soldati turchi in Iraq
Erdogan litiga col mondo

Read Next

BASTIAN CONTRARIO
5stelle e la democrazia web
se non salta la ‘connessione’