martedì 16 luglio 2019

SPIGOLATURE 8
Paura nelle urne francesi
ma non credete ai sondaggi

Da Parigi Massimo Nava avverte: ‘Non date retta ai sondaggi e ai commenti costruiti su stereotipi e storia imparaticcia’. L’antiterrorismo, il doppio turno, il periodo natalizio, i nuovi collegi elettorali, il ritorno in campo di Sarkozy, Hollande che torna in gara anche se la destra della paura preme

Francia soluzione e problema

 

Non date retta ai sondaggi e ai commenti costruiti su stereotipi e storia imparaticcia. le elezioni regionali a doppio turno (oggi e domenica prossima) sono un test pieno d’incertezza e variabili che impediscono previsioni serie.

Si vota in un clima surreale dopo gli attentati di Parigi e le misure di sicurezza. Il che potrebbe favorire astensionismo record.

 

Si vota in date “anomale” cioè fra addobbi di Natale e attesa delle vacanze.

Si vota per la prima volta dopo la riforma delle regioni che le ha ridotte a 13, accorpando collegi e zone elettorali.

Si vota per la prima volta dopo il ritorno in campo di Sarkozy.

Si vota e, per la prima volta, il presidente Hollande é risalito nei sondaggi grazie alla pronta reazione militare contro gli attentati.

Si vota – é bene ricordarlo – a doppio turno, quindi é bene attendere la prossima domenica per un risultato definitivo sulla Francia che verrà.

 

Detto questo, il Front National di Marine Le Pen sembra fare corsa in testa. Se sarà cosi, ecco un’altra conferma che la Francia é parte della soluzione delle sfide europei e internazionali, ma è soprattutto parte (grossa) del problema.

 

 

Elezioni francesi jpg fb

 

 

Montenegro nella Nato

 

Ritorno sull’argomento, con qualche spiegazione in più.

Il Montenegro nella Nato, per quanto la cosa fosse prevista da tempo, è un grave errore e un’inutile provocazione nel momento in cui l’Europa, soprattutto la Francia e anche gli Usa hanno un bisogno, direi impellente per non dire disperato, della Russia per un’efficace offensiva nei confronti dell’Isis e del terrorismo.

 

È ovvio che Mosca difende propri interessi in Siria, ma oggi è un interlocutore indispensabile.

C’era bisogno di ripetere gli errori dell’allargamento dell’Alleanza che hanno portato alla crisi in Ucraina, all’annessione della Crimea?

Che ne sarà a questo punto della Serbia, che aspira ad entrare in Europa, ma sarà coccolata da Mosca come ai tempi di Milosevic?

Perché non prendersi anche il Kosovo, con i suoi traffici e i suoi cittadini arrestati per terrorismo?

 

Che dire del Montenegro, l’ex Paese di Karadzic, staccatosi dalla Federazione Yugoslavia, legato alla Serbia, che usa l’euro ma non é nell’Unione?

Un piccolo pasticcio nel grande pasticcio. Ancora una volta l’Europa approva silente, ma questo non vale nemmeno la pena di sottolinearlo.

Intanto un altro membro della Nato, ben più importante, aiuta i ribelli contro Assad, fa passare terroristi e profughi, prende miliardi dall’Unione per tenersi i profughi, forse commercia in petrolio con l’Isis e picchia duro sui curdi.

 

Milo Đukanovic primo ministro del Montenegro
Milo Đukanovic primo ministro del Montenegro

 

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