Privacy Policy
giovedì 19 Settembre 2019

Clima e terrorismo
le guerre planetarie

Ultima chiamata per salvare il Pianeta e consentire un futuro alle nuove generazioni: la Conferenza Onu sul clima di Parigi non può fallire -dicono i leader mondiali che devono decidere- serve un accordo per evitare la catastrofe ambientale. Poi l’emergenza terrorismo come sfida del momento

 La prima guerra planetaria

Il terrorismo è la minaccia dell’oggi, la violenza, l’aggressione, la rapina di vite e qualità della vita. I cambiamenti climatici in corso stanno diventando il cataclisma, il terremoto, l’inondazione, lo tsunami che potrà travolgere la stessa vita sul pianeta. Il terrorismo la terza guerra mondiale. Il clima la prima guerra planetaria.

 

Quasi suicidio dice il Papa

Unanime l’urgenza nelle parole dei leader mondiali, stretti tra l’ombra del terrorismo nel “bunker” blindato del Bourget e il silenzio osservato per le vittime degli attentati. Un’urgenza su cui sono arrivate anche le parole del Papa: «Siamo al limite, al limite di un suicidio» ha detto Francesco, dicendosi fiducioso che Cop21 «voglia fare qualcosa».

 

L’ultima generazione

«Siamo l’ultima generazione che può fare qualcosa», dice Obama. Ma oltre ribadire l’impegno degli Stati Uniti a ridurre del 26-28% le emissioni nei prossimi dieci anni rispetto ai livelli del 2005 e a un aumento dei finanziamenti ai Paesi più vulnerabili -248 milioni di dollari insieme ad altri 10 Stati, tra cui l’Italia- ha glissato su cifre, tempi e vincoli.

 

Putin turchia fb

 

Putin decisionista

Un accordo «giuridicamente vincolante» per limitare a «2 gradi» l’aumento della temperatura è stato invece esplicitamente chiesto dal presidente russo Vladimir Putin, dalla cancelliera tedesca Angela Merkel e dal premier britannico David Cameron. Il presidente cinese Xi Jinping, riconosce, promette, ma evita impegni precisi.

 

L’India dei Marò

Nel coro steccano le parole del premier indiano Narendra Modi che, pur riconoscendo la necessità di affrontare le conseguenze del global warming, ha avvertito: «Il cambiamento climatico non l’abbiamo prodotto noi. E i Paesi poveri hanno il diritto di continuare a usare il carbone se questo serve a far crescere le loro economie».

 

Gel0 Russia Turchia

Erdogan e Putin non si incontrano, non si parlano, fanno finta di non vedersi. Preoccupato di evitare il braccio di ferro tra due protagonisti sulla scena mediorientale, il presidente Usa, Barack Obama -in un incontro a Parigi col presidente turco Erdogan-  ha invitato Mosca ed Ankara concentrarsi sul «nemico comune», l’Isis.

 

Hollande la Nato

Francois Hollande ha sottolineato il proprio sostegno all’offensiva militare russa in Siria, mentre la Nato non sembra disposta a seguire l’avventurismo di Ankara. Tre anni di intrighi, di sostegno all’ISIS e di ingerenza in una guerra civile non sembrano serviti a molto. L’abbattimento del jet russo ha cambiato il clima sulla Turchia.

 

Potrebbe piacerti anche