sabato 17 Agosto 2019

SPIGOLATURE 6
Presepe e senso di colpa

È il senso di colpa che fa rinunciare al Presepe, al Natale, alle tradizioni. Induce a non dialogare, a non rispettarsi, a non rispettare. Si riproducono pregiudizi, proclami ideologici e giustizieri. Nava, dalla Parigi dell’emergenza terrorismo ragiona sul mancato presepe della scuola di Rozzano

Fra gli effetti più devastanti del terrorismo c’è il senso di colpa che impedisce di ragionare, reagire efficacemente, difendersi seriamente. Cosi non diamo la caccia ai terroristi, nè ne limitiamo i danni, ma colpevolizziamo noi stessi e intere comunità ‘avversarie’.

È il senso di colpa che fa rinunciare al Presepe, che non fa imporre il rispetto di noi pensando appunto che TUTTI gli ‘ALTRI’ non rispettino o non siano in grado di rispettare NOI.

Il senso di colpa è un prodotto della sociologia, della politica strumentalizzata per produrre altri sensi di colpa, dei commentatori un tanto al chilo.

 

È vero che ANCHE le guerre sbagliate, l’emarginazione delle periferie, il sottosviluppo e (da ieri a Parigi) l’effetto serra hanno prodotto terrorismo e offerto argomenti alle letture fanatiche dell’islam, ma il male, la follia omicida, il disprezzo della vita umana sono dentro l’individuo, sono parte di una scelta personale, sono virus che appartengono alla storia dell’umanità.

I romani facevano sbranare i cristiani dai leoni, cattolici e protestanti si sono ammazzati di ‘santa ragione’ come si dice, i nazisti (che andavano anche in chiesa) hanno teorizzato che era giusto eliminare gli ebrei.

 

La crudeltà è nella nostra cultura, nella nostra natura, da Omero a Shakespeare, da Socrate a Primo Levi che ce l’hanno raccontata. Solo gli animali uccidono per nutrirsi. Gli altri esseri lo fanno per mille ragioni.

Che differenza c’è fra tagliare la gola di un prigioniero e sfigurare una donna con l’acido?

Fra sterminare dei giovani in un bar e azionare un rubinetto di una camera a gas?

È sempre l’individuo colpevole, o almeno responsabile dei suoi atti, non la società o il sistema o la parte di mondo in cui vive.

L’altro diventa la rappresentazione di massa del nemico attraverso la propaganda, ma la decisione di premere il grilletto appartiene a chi la prende.

 

Il senso di colpa è pericoloso anche per i musulmani, che dubitano della loro religione, si vergognano di crimini commessi in nome del loro credo, temono di essere criminalizzati come comunità, si rinchiudono ancora di più di fronte al male.

Il senso di colpa induce a rinunciare al presepe, al Natale, alle nostre tradizioni.

Il senso di colpa induce a pregare di nascosto, a separarsi, a non dialogare, a non rispettarsi, a non rispettare, a trovare giustificazioni. Cosi si riproducono stereotipi e pregiudizi, proclami ideologici e giustizieri.

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