giovedì 23 maggio 2019

C’ ERA UNA VOLTA
Guerra fredda e aereo spia U2 abbattuto sull’URSS

Maggio 1960, piena guerra fredda. Un aereo spia americano viene abbattuto da un missile sovietico sulla Siberia. Aereo meteorologico, mentono a Washington contando sulla sua distruzione. Kruscev sbeffeggia: ‘Mi ero dimenticato di dirvi che il pilota sta bene e abbiamo recuperato i rottami’

Il 1° maggio 1960 per l’Unione Sovietica fu una data memorabile. Alle solenni celebrazioni della ricorrenza – equiparata per importanza all’anniversario della rivoluzione d’Ottobre – si aggiunse poco dopo la notizia dell’abbattimento di un aereo spia americano che sorvolava il suolo russo: un U-2 Lockheed, pilotato da Gary Powers, ex capitano dell’Usaf arruolato dalla Cia, precipitò infatti in Siberia nella zona di Sverdlosk (oggi Ekaterinenburg) colpito da un missile antiaereo.

Gli americani che avevano visto scomparire all’improvviso dai radar il sofisticato ricognitore capirono subito quanto era accaduto. Poiché l’aereo volava ad un’altezza di ventimila metri era da ritenersi che il pilota non fosse sopravvissuto e che l’aereo stesso – con tutte le sue complesse e compromettenti apparecchiature – si fosse polverizzato nell’impatto con il missile. Alle accuse russe – ignorando che il pilota si era invece salvato – gli americani replicarono che si trattava di un velivolo destinato a rilevamenti meteorologici.

L'U2 Lockheed in pista per il decollo
L’U-2 Lockheed in pista per il decollo

Asserendo la tesi del volo pacifico presero dagli hangar della Cia che si trovavano nella famosa ‘Aera 51’ un altro aereo dello stesso tipo, lo ridipinsero con i colori della Nasa, ovvero l’agenzia spaziale, e lo esibirono a riprova della loro estraneità da missioni di spionaggio senza rendersi conto di peggiorare le cose.

Quando perfino la Casa Bianca sostenne che si trattava di un volo meteorologico, allora arrivò la risposta di Kruscev come un colpo di scena: «Compagni – disse nel corso di una seduta a Mosca – a proposito dell’aereo spia americano, mi sono dimenticato di riferirvi che il pilota sta bene e abbiamo recuperato parte dei pezzi».

Fu una doccia gelata che mise Eisenhower in serie difficoltà: non poteva infatti scaricare tutte le responsabilità sulla Cia per evitare l’accusa di non controllarne l’operato, né avrebbe potuto ammettere la verità senza essere accusato di aver mentito prima. In pratica uno scacco matto e solo Richard Nixon rimase l’unico a sostenere la versione metereologica.

Gary Powers, il pilota dell'U2 durante il processo. Ex capitano dell’Usaf arruolato dalla Cia,
Gary Powers, il pilota dell’U-2 durante il processo. Ex capitano dell’Usaf arruolato dalla Cia,

Nel clima di duro confronto dell’epoca la vicenda pesò moltissimo. Ad esempio fallì il vertice di Parigi sulla distensione, nonostante i buoni uffici interposti da Macmillan e de Gaulle per convincere Kruscev ad avviare comunque trattative con Eisenhower. Le richieste avanzate da Kruscev per riprendere il dialogo furono ritenute inaccettabili e si fece un accenno solo all’eventualità di sospendere i voli di ricognizione.

Kruscev, con un gesto di plateale insoddisfazione, lasciò l’incontro prima della conclusione augurando apertamente di poter presto trattare con il ‘nuovo’ presidente degli Stati Uniti. In effetti – anche se indipendentemente dall’augurio di Kruscev – alle elezioni presidenziali di novembre risultò vincitore il senatore democratico John F. Kennedy aprendo in seguito un capitolo diverso, sebbene non privo di tensioni per tanti altri motivi della stessa natura: ad esempio fu sempre un ricognitore U-2 a scattare le foto dei missili sovietici a Cuba all’origine della crisi.

Lo scambio di spie sul celebre ponte di Glienicke, a Berlino
Lo scambio di spie sul celebre ponte di Glienicke, a Berlino

Molto movimentata – sebbene in complesso abbastanza fortunata – fu la vicenda del pilota Gary Powers. Quando l’aereo iniziò a precipitare, sballottato nel ristretto abitacolo, con notevole sangue freddo riuscì a lanciarsi lo stesso, ma senza azionare il congegno di autodistruzione del velivolo le cui apparecchiature furono ritrovate pressoché intatte dai sovietici.

Recuperato in discrete condizioni fisiche fu incarcerato, processato per spionaggio e condannato ad una decina di anni. In carcere alla fine ne trascorse però meno di due perché il 10 febbraio 1962 fu scambiato a Berlino con una spia russa che si trovava in mano agli americani.
Lo scambio avvenne sul celebre ponte di Glienicke, a Berlino, secondo la migliore tradizione delle storie di spie.

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